CORIGLIANO-ROSSANO – La campagna elettorale del rieletto sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, era cominciata all’alba dello scorso 3 aprile (Stasi: bianco, rosso e Pinquone!) con una grossa bugia, ben congegnata ed organizzata per darla a bere a quel suo popolo che se l’è bevuta e che negli ultimi 5 anni ne ha ingurgitate tante, tantissime altre, dal collo della stessa bottiglia stasiana e con ingordigia da cantina.

Stasi d’altronde è un bugiardo professionista, mica come i sindaci che l’hanno preceduto che di balle pure ne sparavano, ma per diletto!

La colossale balla di Stasi su “Insiti” parte da lontano

Era l’11 novembre 2022 quando, nel corso d’una conferenza stampa sull’annosa questione della “proprietà” e dell’“utilizzo” dell’ex complesso sportivo e dell’area circostante, il sindaco, tra l’altro, affermò:

«Stavamo perdendo la partita 3-0 (dopo una prima sentenza del Consiglio di Stato favorevole al privato, Ndr), ma poi nel secondo tempo siamo riusciti a passare in vantaggio per 4-3.

Siamo ancora al 70° minuto.

Abbiamo però il forte sospetto che qualcuno si sia venduto la partita».

Inutile girarci intorno:

Stasi – con quelle parole – individuava indirettamente colui il quale s’era venduto la partita, arrogandosi il diritto, il merito e il vanto che se il bene stava ritornando nelle mani del Comune il fatto era solo da accreditare alla sua amministrazione, in virtù della sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Castrovillari che aveva rigettato la richiesta del privato d’acquisire il bene per usucapione.

Invece, gli atti che hanno permesso la definitiva acquisizione del bene al patrimonio indisponibile del Comune di Corigliano-Rossano sono quelli prodotti nel periodo in cui v’era il processo di fusione dei due ex comuni di Corigliano Calabro e di Rossano sotto la guida del commissario prefettizio Domenico Bagnato, come vedremo – carte alla mano – da qui a poco. 

L’unico atto prodotto dall’amministrazione Stasi è l’ordinanza di sgombero intimata al privato, atto ch’era stato già “caldeggiato” (e pure già redatto) con nota ricevuta dal sindaco in data 6 novembre 2019 (Protocollo n. 93876) da parte dell’ex coordinatore dell’Avvocatura comunale, Antonio Longo.

A seguito della notifica dell’ordinanza di sgombero, il privato aveva proposto ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Calabria, e, successivamente, il procedimento giudiziario era giunto al Consiglio di Stato. Che proprio nella sentenza dello scorso 30 marzo ha trovato la sua definizione ultima.

Nella sentenza, i massimi giudici dell’ordinamento amministrativo menzionano i documenti che hanno permesso di riottenere il sito di Insiti.

Colui il quale aveva proferito le parole «Abbiamo il forte sospetto che qualcuno si sia venduto la partita» e che per questo è stato querelato proprio dall’ex coordinatore dell’Avvocatura comunale, ha innescato, volutamente, un assurdo tecnico-giuridico, oltre che politico.

Un assurdo per dipanare il quale oggi potrebbe proficuamente consultarsi con la fida e rieletta consigliera comunale Liliana Zangaro, che in testa al suo profilo Facebook di «Personaggio politico» scrive «Mi occupo di diritto» essendo sì laureata in Legge, ma non esercitando né la professione d’avvocato né quella di magistrato, né quella di notaio.

Da sinistra verso destra: la consigliera Zangaro, gli ex assessori Damiano Viteritti e Mauro Mitidieri, il sindaco Stasi e l’ex assessore Costantino Argentino

Nella sentenza del Consiglio di Stato, gli atti del vero protagonista della vittoria del Comune

Ecco gli atti citati nella Sentenza del Consiglio di Stato:

1) Deliberazione del Commissario straordinario con i poteri del Consiglio comunale n. 28 del 4/4/2019 nella si quale legge che l’intero contenuto veniva istruito, redatto, prodotto e proposto dal coordinatore dell’Avvocatura comunale dell’epoca, avvocato Antonio Longo;

2) Atto pubblico autenticato nella sottoscrizione dal Segretario generale del Comune e in data 11/4/2019 rep. n. 21, istruito, redatto, prodotto e sottoscritto in rappresentanza del Comune di Corigliano-Rossano, dallo stesso avvocato Longo.

In questo atto troviamo il trasferimento del bene al Comune con la formalità della voltura e detta trascrizione presso l’Agenzia del Territorio di Cosenza, ed a ciò autorizzato con la delibera succitata.

L’ex coordinatore dell’Avvocatura comunale, Antonio Longo, “silurato” da Stasi

3) Deliberazione del Commissario straordinario con i poteri del Consiglio comunale n. 37 del 30/5/2019, nella quale si legge che l’intero contenuto veniva istruito, redatto, prodotto e proposto dal coordinatore dell’Avvocatura comunale dell’epoca, che determinò in deliberato la destinazione che l’area dovesse avere; nell’atto, in particolare, veniva dichiarata la pubblica utilità dell’area per destinarla alla realizzazione di tutti gli uffici comunali.

L’amministrazione del sindaco Stasi è rimasta inattiva su tutto quanto sopra riportato, concentrando risorse e attenzioni solo e soltanto sull’esito della sentenza per l’usucapione richiesta dal privato!

Il “meme” fatto girare sui social media da Stasi & soci

Tralasciando l’assoluta marginalità della causa per usucapione, nella sentenza del Consiglio di Stato è stato riconosciuto il lavoro svolto dal responsabile dell’Avvocatura civica del tempo, e vi si riscontra l’applicazione di tutte le norme per attribuire – come già avveniva nel 2019 – all’intera area di Insiti la natura di bene immobile appartenente al patrimonio indisponibile del Comune, venendo meno così ogni altra interpretazione ed attesa di vedere riconosciuto il sito come oggetto di usucapione.

Se il bene appartiene al patrimonio indisponibile del Comune, come il Consiglio di Stato ha sentenziato riconoscendo la legittimità degli adempimenti amministrativi dell’ex coordinatore dell’Avvocatura comunale, va da sé che il sito oggetto di contenzioso per usucapione non poteva essere considerato acquisibile dal privato, poiché il patrimonio indisponibile d’un ente pubblico è inusucapibile! direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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