
CORIGLIANO-ROSSANO – Non so se me ne sono persa una e fra i tanti nuovi assunti al Comune di questi ultimi 5 anni vi sia anche un Responsabile del Cerimoniale, ma so per certo che qualcuno, alla vigilia della prima seduta del nuovo Consiglio comunale di Corigliano-Rossano Avanti e Dopo Flavio Stasi, aveva passato la ‘mmasciata ad assessori e consiglieri di maggioranza e minoranza (alla prima nessuna “opposizione” ché pare brutto):
«Mettetevi eleganti!».
Un imperativo categorico cui nessuno a suo modo ha sgarrato – e così sia – a dispetto del caldo africano di martedì pomeriggio scorso ch’era di quelli lunghi una quarantina e rotti di centimetri…

Il sindaco Stasi
Che l’ordine della misteriosa eminenza grigia comunale fosse stato perfettamente rispettato, l’ho capito quando ho visto gli abiti e le cravatte dei consiglieri Giancarlo Bosco e Piero Lucisano, ma la conferma piena l’ho avuta quando m’è apparso davanti sorridente il consigliere Giuseppe Turano vestito proprio da sposalizio (il suo, non quello d’un amico o d’una cugina).

Una parte della minoranza consiliare
Comunque vada – ho pensato – sarà un successo. L’abito infatti in certi frangenti fa il monaco e il tailleur giacca e pantaloni celeste e celestiale di Rosellina Madeo era proprio quello per vuolsi così colei che da lì a un’ora sarebbe diventata Presidente del Consiglio (comunale… per il resto si fa sempre in tempo).
Aperte le danze delle mise, a proposito terribile la cravatta verde pisello dell’assessore Francesco Madeo forse perché ha la delega all’Ambiente, in aula s’è incominciato pure a parlare e per fortuna non sono stati solo convenevoli di circostanza.

A sinistra il consigliere Francesco Marino Scarcella, al centro l’assessore Francesco Madeo, a destra il consigliere Gianfranco Costa
Prima d’accendere i microfoni, però, c’è ancora tempo per l’ultimo (si spera!) scatto fotografico del consigliere Giuseppe Candreva con moglie e figlioletta:
dai, da brave, andate a sedervi nel pubblico adesso, su!
Avanti marc’, ché il consigliere radical chic Giovanni Leonetti dovrà citare il grande giurista Piero Calamandrei dimenticando il facchino Antonio Mollo che fu assai più noto come Totonn ‘a carbunella e che, quando il titolare d’una notissima boutique coriglianese decise d’ingaggiarlo come testimonial pubblicitario, sui manifesti sfoggiava un’eleganza che gli attuali consiglieri coriglianrossanesi li stendeva tutti, uomini e donne. A proposito delle donne consigliere:
non me ne voglia nessuna delle altre – Pasqualina Straface compresa – ma il vestito di gran lunga più bello lo sfoggiava Liliana Zangaro, bellissimo, ma scarsamente intonato al suo volto imbronciato per la mancata nomina ad assessora, e non è “colpa” di AltrePagine se il sindaco che hai sviolinato per 5 anni e ancor più negli ultimi mesi t’ha preferito altre ed altri…

A sinistra la consigliera Lidia Sciarrotta, a destra la presidente del Consiglio comunale Rosellina Madeo
Degne di nota anche le mise delle consigliere Lorena Vulcano e Lidia Sciarrotta, ma pure Elena Olivieri, Daniela Romano e Marisa Caravetta si sono difese bene.

I consiglieri Giuseppe Turano ed Elena Olivieri
In giacca verdone (Carlo è un grande…) irrompe il consigliere-filosofo Giuseppe Fusaro:
«La mafia mi fa schifo!», ha gridato al microfono il novello Peppino Impastato al quale però auguro lunghissima vita, anche da consigliere, assessore, deputato e senatore. E chissà se lo stesso slogan con cui ha arringato il Consiglio comunale lo sia andato ad urlare pure al ruspista ingaggiato da suo padre e da suo fratello nel recente appalto comunale attraverso il quale la ditta di famiglia ha realizzato il “Porto a secco” per le barche dei pescatori artigianali sulla spiaggia di Schiavonea…

L’intervento del consigliere Fusaro
Ad ogni buon conto, pure quanto ad eleganza, tra i banchi del Consiglio Fusaro ha preso il posto del cognato Domenico Rotondo, ricandidato e non rieletto.

Il consigliere Fusaro assieme al cognato ex consigliere Domenico Rotondo
Chiudo passando in rassegna l’irrituale seppur breve intervento alla prima seduta d’un Consiglio comunale, d’un esponente della Giunta del rieletto sindaco Stasi. Parlo del vicesindaco e già sindaco di Corigliano Giovanni Pistoia:
«Mi hanno detto “Ma chi te lo fa fare? Tu sei stato un uomo politico ed hai le mani pulite, perché ora te le vuoi sporcare?!”.
Io ho le mani pulite perché me le sono sempre sporcate lavorando e mettendoci la faccia, e dopo tanti anni ho deciso di sporcarmele di nuovo!».

Il vicesindaco Pistoia
A Giovanni ho sempre creduto e voglio continuare a credergli, ma il resto della compagnia, benchè abbia diverse facce cambiate mi sembra abbia gli stessi connotati di quella che l’ha appena preceduta.
Post scriptum
Non me ne vogliano consiglieri ed assessori oggi non citati:
recupererò domani! direttore@altrepagine.it