Attraverso un’ordinanza emessa oltre 3 anni addietro col pretesto di far fronte a richieste dei cittadini, ha consentito alla ditta Gallina di monopolizzare i servizi cimiteriali a danno del Comune e di altre imprese

CORIGLIANO-ROSSANO – Nel cimitero rossanese di Corigliano-Rossano opera una ditta edile, facente capo a Leonardo Gallina, che svolge servizi pubblici essenziali senza avere mai ricevuto alcun affidamento da parte del Comune:
ciò “grazie” ad un’ordinanza del sindaco Flavio Stasi, la numero 60 del 5 maggio 2021 tuttora in vigore, al tempo persino così pubblicizzata sul sito istituzionale del Comune:
Stasi, con quel provvedimento contingibile e urgente aveva ordinato:
«Per l’effettuazione di lavori edili finalizzati alla sistemazione dei luoghi di sepoltura, su richiesta dei cittadini interessati, sono autorizzate ad accedere al cimitero comunale dell’area urbana di Rossano le ditte che vengono indicate da ogni interessato».
L’ordinanza era stata emanata quale atto volto a fronteggiare emergenze sanitarie o d’igiene pubblica a carattere esclusivamente locale, ma nella premessa riportava che «numerosi cittadini chiedono all’amministrazione comunale di poter onorare la memoria dei propri defunti con interventi di sistemazione delle lapidi e tumulazione per il tramite di ditte di fiducia che permettono di avere una notevole economia sul costo dell’opera» (richieste non documentate, Ndr);
e che «l’Amministrazione comunale vuole andare incontro alle esigenze manifestate dalla cittadinanza e, a tale scopo, s’intende autorizzare l’accesso al cimitero comunale alle ditte edili per i lavori di sistemazioni lapidi, tumulazione, costruzione e ristrutturazione dei tumuli privati».
Un’ordinanza illegittima: ecco perchè
Il potere del sindaco d’emanare ordinanze contingibili e urgenti ha notoriamente natura residuale:
il suo esercizio, infatti, presuppone la necessità di provvedere in via d’urgenza, con strumenti straordinari, per far fronte a situazioni di natura eccezionale ed imprevedibile di pericolo attuale ed imminente per l’incolumità pubblica, cui non si può provvedere con gli strumenti ordinari apprestati dall’ordinamento, e le ordinanze devono perdere efficacia col venir meno dell’urgenza e della necessità.
L’ordinanza non aveva e non ha giustificazioni:
è illegittima, perché emessa per “andare incontro” ad esigenze prevedibili e permanenti di privati cittadini, ossia la manutenzione delle loro sepolture private, ma in essa è stata abilmente inserita la “tumulazione”, che è un servizio pubblico essenziale.
Infatti, «L’effettuazione di lavori edili finalizzati alla sistemazione dei luoghi di sepoltura, su richiesta dei cittadini interessati, di poter effettuare lavori di sistemazioni lapidi, tumulazione, costruzione e ristrutturazione dei tumuli privati» non rientrano tra le situazioni di pericolo attuale ed imminente per l’igiene e la salute pubblica, di natura eccezionale ed imprevedibile, ma sono situazioni ordinarie e prevedibili, che si ripetono nel tempo, fronteggiabili con gli ordinari strumenti amministrativi, vale a dire con una semplice richiesta d’autorizzazione da parte dei cittadini interessati.

Emessa “passando sopra” alla Legge nazionale di Polizia mortuaria e al Regolamento comunale vigente
A dispetto di ciò, l’ordinanza è da oltre 3 anni in vigore ed è andata a sostituirsi alla Legge dello Stato, il DPR 285/90 – Regolamento nazionale di Polizia mortuaria, e al Regolamento comunale vigente di Polizia mortuaria!
Che “bisogno” c’era di questa ordinanza, emanata col pretesto dell’“emergenza sanitaria”?!
In essa vengono infatti astutamente “mescolati” servizi di natura privata (di competenza dei privati e da esperire con ditte private) e servizi pubblici di competenza esclusiva del Comune da esperire con dipendenti comunali o con ditte affidatarie del Comune tramite una pubblica gara d’appalto.
Così, insieme alla manutenzione delle sepolture private, è stata inserita la tumulazione delle salme, che rientra, invece, nei servizi pubblici essenziali del Comune.
Un errore “casuale”? No: un errore “voluto”
Di fatto, con questa ordinanza, il servizio pubblico di tumulazione delle salme è stato trasformato in un servizio privato, e, di conseguenza, i singoli cittadini si sono sostituiti al Comune nella scelta dell’operatore economico per la tumulazione dei loro defunti:
è questa la vera “ragione” dell’ordinanza-Stasi e il termine “tumulazione” non è stato affatto inserito “a caso”…
In violazione di quella già citata, oltre che della Costituzione repubblicana, d’altre leggi dello Stato e di Regolamenti dell’Unione Europea, Stasi s’è arrogato il potere di passare sopra la Legge non consentendo al Comune di bandire una gara d’appalto per il servizio di tumulazione.
Le tariffe: da 150 a 400 euro per le tumulazioni
Ed è proprio “grazie” a questa “formula” che alla ditta Gallina è stato consentito d’occuparsi della tumulazione delle salme e d’altre operazioni cimiteriali.
La ditta in questione s’è sostituita in toto agli addetti comunali, volutamente lasciati sprovvisti dal Servizio Economato d’attrezzature adeguate allo svolgimento delle operazioni cimiteriali.
La ditta del “caso”, proprio “grazie” all’ordinanza-Stasi, ma anche con l’aiuto di ex ed attuali funzionari comunali (Morti & affari), s’è “piazzata” nel cimitero rossanese e per ogni defunto riceve l’incarico della tumulazione da parte dei familiari, che ovviamente la “scelgono” per “brevità”, al costo variabile da 150 euro fino a 400.
I familiari dei defunti, per tale servizio, pagano la tariffa direttamente alla ditta, con danno sia per il Comune – per il sottratto introito derivante dal mancato esercizio d’un servizio pubblico essenziale – sia per altre ditte per la denegata possibilità di partecipare ad una regolare gara d’appalto per un servizio pubblico, secondo i principi della concorrenza.
Stasi, attraverso la sua “ordinanza raggiro”, ha deciso di fare “scegliere” alle famiglie dei defunti la ditta cui fare svolgere i servizi cimiteriali:
“scelta” che ricade sempre sulla stessa ditta, che oramai stabilmente, col suo titolare e coi suoi dipendenti e collaboratori, “staziona” nel cimitero… direttore@altrepagine.it