CASTROVILLARI – È “saltata” ancora una volta, nel Tribunale di Castrovillari, la sentenza nei confronti del segretario generale del Comune di Corigliano-Rossano, Paolo Lo Moro, e di 8 vigili urbani in servizio nel Comando rossanese della polizia locale.

Anche questa mattina, infatti, dinanzi al giudice per l’udienza preliminare al cospetto del quale si sarebbe dovuto concludere il processo, ha fatto “capolino” un’istanza di rinvio formalizzata già la scorsa settimana nella cancelleria del Tribunale da parte d’uno degli avvocati difensori degl’imputati.

Il processo vede al centro la figura del maggiore dei vigili Pietro Pirillo, che attraverso il suo legale nei mesi scorsi ha formulato al giudice una istanza di patteggiamento per essere condannato a 2 anni di reclusione con la pena sospesa.

Oltre all’ufficiale sono imputati i vigili Domenico Forte, Leonardo Aurelio, Antonio Giardino, Angela Barbara Lo Prete, Raffaella Federico e Antonio Sapia, i quali, proprio come Pirillo, hanno chiesto di patteggiare le loro condanne attraverso un’istanza di commutazione della pena da detentiva a pecuniaria, mentre un altro vigile, l’ispettore Marcello Milione, e il segretario comunale Lo Moro (nella foto d’apertura), hanno chiesto d’essere giudicati col rito abbreviato sulla base degli atti in esito alla conclusione delle indagini preliminari che furono condotte dal sostituto procuratore Flavio Serracchiani.

Il maggiore Pirillo

Stamane, il legittimo impedimento dell’avvocato Ettore Zagarese, difensore del vigile Aurelio la cui posizione nel processo è piuttosto marginale con lo stesso già da tempo collocato in pensione dal Comune, ha provocato l’ennesimo rinvio dell’udienza e il conseguente slittamento della sentenza nei confronti di tutti gl’imputati.

L’ispettore Milione

Per il pronunciamento del giudice si dovrà attendere il prossimo 3 dicembre, salvo ulteriori nuove “sorprese”.

L’assenteismo di Pirillo e le false attestazioni della sua presenza in servizio

Prima del recente insediamento del neo comandante della polizia locale, il colonnello Luigi Greco, su disposizione del sindaco Flavio Stasi erano il maggiore Pirillo e l’ispettore Milione le figure di vertice del corpo dei vigili, col segretario comunale Lo Moro – “braccio destro” del sindaco – dirigente amministrativo del relativo Settore (poi passato di mano al dirigente Antonio Le Fosse).

Vigili e segretario erano tutti finiti nell’inchiesta della Procura castrovillarese, condotta “sul campo” dalla guardia di finanza di Corigliano-Rossano.

Lo Moro in qualità di presidente d’una commissione di concorso nominata dalla giunta Stasi e finalizzata alla selezione di 16 vigili urbani temporanei da assumere a tempo determinato alle dipendenze del Comune.

La “fresca” rimozione di Lo Moro dall’incarico anticorruzione

Proprio in vista della sentenza, nei giorni scorsi il sindaco Stasi aveva rimosso Lo Moro dall’incarico di Responsabile per la Prevenzione della corruzione e la trasparenza amministrativa, nominando al suo posto proprio il colonnello Greco, comandante della polizia locale (Stasi teme la condanna del suo “braccio destro” Lo Moro e lo rimuove dall’incarico anticorruzione).

Il sindaco Stasi teme che l’eventuale condanna di Lo Moro possa avere conseguenze anche per la sua amministrazione

Le telecamere “spia” della finanza su ordine della Procura

Il terremoto giudiziario era deflagrato in Municipio nel maggio del 2021, con una misura cautelare di natura interdittiva nei confronti di Pirillo, che il giudice per le indagini preliminari sospese dal servizio pubblico per tre mesi.

Tra i mesi di luglio ed agosto del 2020, attraverso telecamere “spia” installate di nascosto in prossimità dei dispositivi marcatempo collocati nel Comando rossanese dei vigili, servizi d’osservazione e pedinamento, disamina di documenti acquisiti in Municipio e testimonianze di persone informate sui fatti, i finanzieri della Compagnia cittadina avevano ricostruito, e poi documentato al magistrato inquirente della Procura, innanzitutto il comportamento del maggiore Pirillo. Del quale sarebbero stati accertati numerosi episodi d’assenteismo, d’illegittimo e ingiustificato allontanamento dal luogo di lavoro e di falsa auto-attestazione della presenza in servizio. Per questo, infatti, Pirillo è imputato di truffa aggravata ai danni dello Stato e di fraudolenta attestazione della propria presenza in servizio.

Una sequenza delle indagini delle fiamme gialle

I vigili Forte, Aurelio, Giardino, Lo Prete, Federico e Sapia sono imputati di concorso nel reato di Pirillo, e cioè d’avergli dato man forte usando il badge del “capo” per farlo figurare presente in servizio quando in realtà era assente.

Nel corso delle indagini era stata inoltre accertata la falsità materiale d’alcuni verbali redatti dalla commissione giudicatrice di concorso composta da Pirillo, dal segretario comunale Lo Moro e dall’ispettore Milione. E proprio Lo Moro e Milione sono imputati per avere falsamente certificato la presenza di Pirillo, in realtà assente durante le riunioni della commissione concorsuale.

Il processo ha ad oggetto reati commessi nell’esercizio delle funzioni pubbliche comunali, ma l’amministrazione del sindaco Stasi non ha mai inteso di costituirsi parte civile in giudizio nei confronti dei dipendenti dell’ente imputati. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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