La famiglia Villella lascia? No, raddoppia! Il Comune trova la “soluzione” alla Direttiva Bolkestein appena il giorno dopo le elezioni…

CORIGLIANO-ROSSANO – Benché a stagione balneare oramai conclusa, quell’avviso pubblico del 5 luglio scorso del Comune di Corigliano-Rossano ha attirato la nostra attenzione di cronisti.
Già, perché esso era riferito a una concessione demaniale marittima in pieno “blocco” delle iniziative proprio in materia di concessioni demaniali marittime a causa delle note vicende relative all’oramai famigerata Direttiva europea Bolkestein.
L’avviso – “praticamente” – si riferiva allo storico lido balneare “Baffo bianco” sul lungomare rossanese.
Un lido che appena l’anno scorso era stato oggetto del secondo sequestro penale nel giro di due anni disposto dalla magistratura e che da qualche stagione balneare in qua non era più in attività.

Decidiamo d’approfondire la “pratica”:
emerge che il titolare del Lido Baffo bianco, Isidoro Villella, nel corso degli anni – almeno dal 2010 in poi – aveva operato sulla base di due distinte concessioni demaniali marittime, la numero 6 del 2010 su un’area di 2.694 metri quadri con destinazione d’uso “Stabilimento balneare”, e la numero 7 sempre del 2010 della superficie di 2.450 metri quadri, con destinazione d’uso “Posa pedalò e surf”.
Complessivamente 5 mila metri quadri di spiaggia.
A seguito delle vicissitudini giudiziarie penali e del comportamento illegittimo del titolare, la concessione demaniale 6/2010 dello stabilimento balneare è stata poi oggetto di procedimento di decadenza da parte del Comune (con atto del 19 luglio 2023, protocollo numero 85830).
Nell’avviso dello scorso 5 luglio, invece, fa “capolino” la figura di Giovanni Villella, figlio di Isidoro e da sempre compartecipe di fatto nell’azienda di famiglia.

Isidoro e Giovanni Villella
Nel corso della recente campagna elettorale per le Comunali dell’8 e del di 9 giugno, Villella figlio ha sostenuto la candidatura a consigliere comunale di Giovanni Spina detto Giospi, appena fuoriuscito dal partito di Fratelli d’Italia e candidato in una delle liste a sostegno del poi rieletto sindaco Flavio Stasi.
Villella figlio l’ha sostenuto insieme a un gruppo di amici, tutti giovani imprenditori noti all’opinione pubblica rossanese per le loro pregresse simpatie verso il Centrodestra (tra essi, il consigliere comunale uscente di FdI Giovanni Vergadoro):
Giospi alla fine non è stato eletto, ma ha comunque raccolto ben 669 preferenze collocandosi al primo posto fra i non eletti della lista “Uniti per Stasi”, e qualora Stasi decidesse per esempio di “promuovere” ad assessore il consigliere Tonino Uva detto ‘U cavaler, contestualmente Giospi ne prenderebbe il posto in Consiglio…

Torniamo ora direttamente a Giovanni Villella. Il quale, appena il giorno dopo il voto, vale a dire il 10 giugno, ha richiesto e ottenuto dal Comune il sub-ingresso numero 1 del 2024 nella concessione demaniale marittima paterna 7/2010, vale a dire quella destinata alla posa di pedalò e surf di 2.450 metri quadri.
Mentre due giorni dopo, il 12 giugno, ha richiesto un non meglio precisato “Adeguamento al Piano spiaggia di Rossano del Lotto numero 31 adibito a stabilimento balneare”, ma di un’area demaniale misteriosamente “lievitata” a 4.500 metri quadri!
Diversa destinazione d’uso e superficie quasi raddoppiata della concessione, evidentemente derivante dall’incorporazione di tutto o parte della concessione 6/2010, quella oramai decaduta.
Già di per sé è discutibile l’assenso da parte del Comune al sub-ingresso nella concessione demaniale 7/2010 a favore d’uno stretto congiunto dell’originario titolare resosi responsabile di gravi illegittimi comportamenti ed oramai inibito ad operare proprio per tale motivo.
I Villella escono dalla porta e rientrano… dal portone!
La situazione, però, diventa assai più “torbida” nel resto:
la richiesta d’adeguamento al Piano spiaggia avanzata da Giovanni Villella non può che essere considerata come una nuova concessione a tutti gli effetti, sia per l’“inedita” superficie di 4.500 metri quadri, sia per la destinazione d’uso a stabilimento balneare non contemplata in quella oggetto di sub-ingresso alla 7/2010 di soli 2.450 metri quadri.
Un fatto di dubbia legittimità, gestito in contrasto con l’orientamento dell’Autorità per la Concorrenza ed il Mercato ribadito guarda caso proprio il 5 luglio, eludendo l’obbligatoria indizione d’un vero e proprio bando di gara per il lotto demaniale marittimo in questione.

Il sindaco Stasi
Insomma, con un “gioco di prestigio” condotto in complicità dal Comune di Corigliano-Rossano e dal privato, tutto è tornato nella disponibilità della famiglia Villella, anzi questa ha addirittura ottenuto qualcosa in più, vista la destinazione dell’intera superficie a stabilimento balneare di rilievo maggiore rispetto a quella per la sola posa di pedalò e surf.
Il tutto in barba all’attività ed ai provvedimenti della magistratura penale, della quale sarebbe interessante conoscere il “pensiero” su tali “modalità operative” adottate dal Comune, e, soprattutto, sulla “tempistica elettorale”… direttore@altrepagine.it