
CORIGLIANO-ROSSANO – Gentile Direttore, le scrivo perché ho notato che la sua è stata l’unica testata giornalistica a sgamare il giochetto da seconda repubblica messo in campo dal sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi (“Attentato” al sindaco Stasi: forse quelli della mala, forse la pubblicità), che gli ha permesso, con la complicità della cosiddetta stampa locale, di alleggerire la propria posizione dopo che mediaticamente era stato fatto a pezzi per la vicenda Baker Hughes.
Con abile mossa, lo scaltro Stasi è riuscito a sviare l’attenzione, giocandosi una non notizia di 4 mesi fa che riguarderebbe la presunta manomissione dei freni della sua auto, con il tipico accattonaggio da social che lo pone nell’Olimpo di quelli che hanno dichiarato attentati nei momenti di calo d’immagine stile Belpietro o Berlusconi.
La realtà, ovviamente, è ben diversa. Avendo deciso di giocare a fare il politico di statura regionale, pur essendo sconosciuto al 90% della popolazione calabrese, Stasi ha sofferto le secchiate di sterco che gli sono volate addosso, in particolar modo dai sindacati e dai partiti che erano sotto i suoi palchi a spellarsi le mani dagli applausi (tipo Sposato della Cgil, che conosceva benissimo la posizione di Stasi sul Porto prima delle ultime elezioni e lo ha sostenuto lo stesso, versando ora lacrime di coccodrillo) durante la sua campagna elettorale, quando ha deciso scientemente di mandare a puttane 200 posti di lavoro e un investimento da milioni di euro.
Il calo di immagine è stato grosso, per uno che governa solo sui social come lui, e dunque bisognava rimediare in qualche modo. Anche perché, bisogna dirlo, a dargli manforte nel suicidio occupazionale targato Baker Hughes aveva solo quattro scemi di guerra (ex grillini, ex comunisti, qualche miracolato dalla pubblica amministrazione entrato senza concorso e beneficiario di stipendio e pensione a spese dei contribuenti), e dunque c’era poco da stare sereni.
Ed ecco allora spuntare il presunto attentato, con i vertici dell’ordine pubblico che hanno dovuto per forza di cose assegnargli una vigilanza.
Un colpo da maestro, cui hanno abboccato con tutte le scarpe, media, politici e parte della cittadinanza sempre pronta a bersi qualsiasi cosa.
Per fortuna AltrePagine e il consigliere comunale Piero Lucisano hanno tenuto la schiena dritta, sbugiardando in piazza il diversivo mediatico del sindaco. Un sindaco che, con grande sprezzo del ridicolo, ancora cerca di accreditarsi come anti-malaffare e paladino della legalità pinquando, pardòn cercando, di ricostruirsi una verginità pubblica e politica persa già molti affidamenti fa.
Ma, e lo sappiamo bene, a Corigliano-Rossano la gente abbocca a qualsiasi cosa legga su Facebook.
Pertanto onore a testate come la sua che continuano a spiattellare la verità, mentre gli altri pseudo giornalisti locali sono affetti da onanismo editoriale e non riescono a pubblicare altro che stronzate su stronzate mascherandole da “editoriali” che poi vengono letti solo dalle mogli e da qualche parente stretto.
Vada avanti così, caro Direttore, a testa alta contro l’antimafia da social.
Pietro Rosa
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