
CASTROVILLARI – La 50enne di Cassano Jonio Rosaria Abbruzzese, figlia di Celestino Abbruzzese detto Asso di bastoni o Cicciu ‘u zingaru, nonché sorella dell’ergastolano definitivo di ‘ndrangheta Franco Abbruzzese detto Dentuzzu e di Nicola Abbruzzese detto Semiasse, entrambi i germani detenuti in regime di carcere duro al 41-bis, passa dal carcere agli arresti domiciliari.
L’hanno deciso i giudici del collegio penale del Tribunale di Castrovillari che stanno conducendo il dibattimento ordinario del maxi-processo anti-‘ndrangheta “Athena” in corso nel palazzo di giustizia della cittadina ai piedi del Pollino nei confronti di 22 imputati della Sibaritide, tra i quali, appunto, Rosaria Abbruzzese.
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L’istanza finalizzata a far ottenere i domiciliari alla donna era stata avanzata dal suo difensore, l’avvocato Giorgia Greco, dal momento che Rosaria Abbruzzese non è mai stata oggetto diretto d’indagine a differenza del marito, Rocco Abbruzzese, detenuto in carcere e sul cui capo pende, nello stesso maxi-processo, la richiesta di condanna alla pena di 20 anni da parte del pubblico ministero della Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro, Alessandro Riello, al cospetto del giudice per l’udienza preliminare del Tribunale catanzarese che sta giudicando col rito abbreviato la consistente restante parte degl’imputati, una sessantina.
Il difensore della 50enne che ha ottenuto i domiciliari ha sottolineato che non risulta alcuna intercettazione effettuata sul telefono dell’imputata né sono state svolte indagini dirette su di lei, né risultano censiti episodi di spaccio di droga e di riciclaggio di denaro a suo carico.
L’imputata risponde dei reati d’associazione dedita al narcotraffico e di un’ipotesi di riciclaggio di denaro proveniente proprio dall’attività di spaccio di droga. direttore@altrepagine.it