CORIGLIANO-ROSSANO – Stiamo ancora verificando, ma forse noi non siamo per nulla calabresi. Già il fatto che siamo nati in Germania da 50 anni a questa parte suonava come un bel campanello d’allarme, ma negli ultimi giorni, anzi nelle ultime ore, abbiamo scoperto d’essere sudamericani, per la precisione argentini, e d’essere cugginastri di Ernesto Guevara de la Serna, El CheHasta la victoria siempre!

E basta con questi italo-argentini, ché noi siamo argentini original, parenti stretti di Diego Armando Maradona!

Forse non lo sa Flavio Stasi, il sindaco rossanese di Corigliano-Rossano, ma a Corigliano Calabro c’è storicamente un modo assai pittoresco per spiegare a un interlocutore una parentela, probabile o improbabile che essa sia.

Ed è: «’U nonn mia, ‘a nonna tua…».

…Quel che segue è pornografia ancestrale, e, se non l’hanno mai sentito, i raffinati e acculturati rossanesi potrebbero magari farselo spiegare dal professore Giulio Iudicissa che s’occupa di queste cose…

A parte gli scherzi, in queste ore abbiamo letto una dichiarazione del sindaco Stasi:

«Penso che mia nonna avesse un rapporto di parentela con il Milei che poi è emigrato in Argentina, ovvero il nonno dell’attuale presidente.

Potrebbe essere un cugino di mia nonna, una verifica puntuale non l’ho ancora fatta, ma il ceppo dovrebbe essere quello dei Milei di Rossano».

Al neo presidente argentino Javier Milei, il governo di Giorgia Meloni nei giorni scorsi ha concesso la cittadinanza italiana, e Stasi, scherzosamente ma non troppo, lamenta il mancato coinvolgimento del Comune di Corigliano-Rossano nell’iter per il conferimento di questa cittadinanza:

«Forse non ci hanno proprio pensato, o forse il sindaco non gli sta molto simpatico;

a prescindere dalle distanze politiche è pur sempre una figura istituzionale di primo piano, il presidente di uno degli Stati più importanti del Sudamerica».

Queste poche parole del parolaio Stasi spiegano anche il perché in 5 anni e mezzo il sindaco di Corigliano-Rossano non abbia abrogato il nome del ponte rossanese dedicato impunemente da qualche suo simile predecessore a un deputato fascista… della Repubblica italiana, quel Giorgio Almirante che nel 1938 fu caporedattore d’un giornalaccio che si chiamava “La difesa della razza” e avallava le deportazioni umane!

Che Stasi sia di quella stessa pasta “politica” lì, noi – e solo noi – l’abbiamo scritto e ribadito tante volte, aggiungendo anche il “particolare”, da lui mai smentito perché vero, verissimo, che da adolescente con un gruppuscolo d’amichetti della stessa risma se ne andavano in giro per Rossano indossando magliette stampate con l’effigie di Benito Mussolini.

Non può e non deve quindi stupire nessuno che Stasi sottolinei l’orgoglio della propria parentela con Milei, un riccone con un patrimonio da 125 milioni di dollari in un Paese alla fame e rappresentante internazionale della Destra più sfrenata, tanto da ottenere la cittadinanza italiana dalla Meloni!

Milei, un cognome rossanese che diventa simbolo di cinico trasformismo per il potere.

Il circolo del Partito della Rifondazione comunista rossanese, la cui insegna è ben visibile sulla bella Piazza Steri nel centro storico, è intitolato all’ex sindaco rossanese Stefano Milei, che ci dicono essere lontano parente di Stasi (cugino della madre), ma, soprattutto, ci dicono essere stato un comunista vero… altro che Stasi che da anni recita la parte del comunista. Sì, col culo degli altri! direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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