
CATANZARO – I giudici della seconda sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro (presidente Alessandro Bravin, a latere Antonio Giglio e Maria Rosaria di Girolamo) hanno completamente ribaltato la sentenza di condanna alla pena di 2 anni di reclusione ciascuno per il reato di bancarotta fraudolenta documentale, ch’era stata inflitta dai giudici di primo grado del Tribunale di Castrovillari nei confronti di 3 imprenditori di Corigliano-Rossano, commercianti all’ingrosso di materiali da costruzione.
Si tratta dei fratelli rossanesi Natale Brunetto di 61 anni (difeso dall’avvocato Francesco Bianco), Salvatore Brunetto di 59 (difeso dall’avvocato Giuseppe Vena) e Andrea Brunetto di 51 (difeso dall’avvocato Natale Graziano).
Al contempo, i giudici d’appello hanno confermato la pena – sempre di 2 anni di reclusione – nei confronti del 45enne rumeno Marius Ionut Damaschin.

Il Tribunale di Castrovillari
Le accuse nei confronti dei fratelli Brunetto e le condanne del Tribunale di Castrovillari
Secondo l’accusa sostenuta dal pubblico ministero di Castrovillari, in concorso tra loro e unitamente a un altro straniero, il rumeno e i fratelli Brunetto in veste di soci e amministratori di fatto della ditta “Aurora Srl”, l’altro straniero nella qualità d’amministratore unico e rappresentante della stessa società dichiarata fallita con sentenza del Tribunale di Castrovillari, ne avrebbero distratto i beni, i fratelli Brunetto cedendo le quote sociali al rumeno e trasferendo la sede della società da Corigliano-Rossano in Romania, creando di fatto una società esterovestita riconducibile agl’interessi imprenditoriali degli stessi fratelli Brunetto, sottraendo e distruggendo i libri e le altre scritture contabili obbligatorie al fine di rendere impossibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari per non essere legalmente aggrediti dai loro creditori.
Il Tribunale di Castrovillari aveva applicato ai condannati le pene accessorie, per la durata di 2 anni, dell’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e dell’incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa.

La sede della Corte d’Appello di Catanzaro
Il processo d’appello e le assoluzioni
Avverso la condanna di primo grado, gli avvocati Bianco, Vena e Graziano avevano presentato motivato ricorso d’appello nei riguardi dei loro assistiti.
I giudici di secondo grado hanno accolto la comune linea difensiva, e, nonostante il sostituto procuratore generale, Luigi Maffia, avesse chiesto la conferma delle condanne, ha assolto i fratelli Brunetto per non avere commesso il fatto. direttore@altrepagine.it