Tra Cassano e Villapiana individuati un capannone e un terreno in cui venivano prima stoccati e poi bruciati inquinando l’ambiente

CASSANO JONIO – Un enorme traffico illecito di rifiuti che avrebbe interessato mezza penisola italiana.
La maxi-inchiesta, sfociata questa mattina in 9 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari per associazione a delinquere, traffico illecito di rifiuti, gestione illecita di rifiuti e impedimento al controllo ambientale – gl’indagati in tutto sono 43 – ha interessato anche un imprenditore agricolo pluripregiudicato di Cassano Jonio:
si tratta del 72enne Lorenzo Francese, “vecchia conoscenza” della magistratura calabrese per i suoi trascorsi giudiziari ed i suoi ritenuti legami con la criminalità organizzata di Cassano e della Sibaritide.
La maxi-indagine sui rifiuti è stata condotta dai magistrati della Procura di Lecce e le misure cautelari sono state emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale salentino.
Tra i comuni di Cassano e Villapiana sarebbero stati individuati siti di stoccaggio illegale d’ingenti quantitativi di rifiuti.
Le investigazioni sono scattate nel giugno del 2023 da parte dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico in forza ai comandi provinciali dell’Arma di Lecce, di Bari e di Napoli.
Da un capannone nel territorio di Cassano dove venivano dapprima stoccati, a una mega discarica abusiva di Villapiana, i rifiuti venivano poi dati alle fiamme inquinando fortemente l’ambiente.
L’illecito profitto dei presunti pirati dell’ambiente sarebbe stato di un milione di euro.
Nel corso dell’operazione di polizia giudiziaria di stamane sono stati sequestrati 25 automezzi, e, ovviamente, il capannone di Cassano e il terreno agricolo di Villapiana diventato un’enorme discarica illegale. direttore@altrepagine.it