
CORIGLIANO-ROSSANO – Sono un cittadino di Corigliano-Rossano che paga le tasse e vuole manifestare la propria indignazione.
Mi sento mortificato nel profondo del mio animo e vivo una situazione di grande malessere umano e sociale.
Sono deluso e dispiaciuto per il livello che si è raggiunto in questa città.
I fatti che racconto sono documentabili e resto a disposizione delle autorità.
Io lavoro, mia moglie lavora e per questo siamo fortunati di questi tempi, ma abbiamo il problema di nostro figlio, che è con la febbre alta da diversi giorni.
Sapete perché?
Mio figlio è stato a scuola al freddo e senza poter andare al bagno, tornava dolorante di pancia e con la testa gelida, perché la scuola era fredda e al bagno senz’acqua non si poteva andare.
Ora è a letto malato e a turno io e mia moglie perdiamo giornate di lavoro per accudirlo.
Febbre alta, riconducibile anche a mali di stagione, ma provate a chiedere in giro tra gli alunni della stessa scuola e facciamo un due più due.
Il disgusto e il dispiacere lo trovo per l’atteggiamento di tutte quelle persone che fanno gli applausi per le luminarie di San Valentino, e poi non ragionano sui veri problemi.
Io non sono di nessun partito, ma sono sincero, penso che non ci vuole Berlinguer per capire che è più importante la scuola di queste illuminazioni che sono simili agli spettacoli fatti solo per pubblicità personale.
Io resto sempre più solo quando noto che tanta gente se ne frega e pensa ai concerti, io non sono un politico ma so soltanto che quello che stiamo guadagnando, da giorni lo stiamo spendendo per curare nostro figlio.
Non auguro il male a nessuno, cerco di essere sempre ragionevole e garbato nei miei pensieri a voce alta, ma io penso che questa città dovrebbe svegliarsi perché vivere queste situazioni è una grande mortificazione per le persone che hanno una coscienza normale.
Non vi ho voluto annoiare con i soldi spesi per le gomme scassate in contrada Giannone, continuate a farvi i selfie con questi politici:
se il vostro livello è questo, io non ci posso fare niente.
Lettera firmata
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