
SPEZZANO ALBANESE – È stato un sabato sera assai rocambolesco quello vissuto due giorni fa in “presa diretta” dai cittadini di Spezzano Albanese, che hanno dapprima sentito e poi visivamente assistito dai loro balconi – in tanti sono pure usciti di casa, in strada – a un insolito sfrecciare di ben 3 auto dei carabinieri lanciate all’inseguimento di qualcuno.
Già, quel qualcuno era un giovane muratore del posto, S.P.G., 19enne incensurato, ma già sospettato d’essere inserito nel “giro” dello spaccio di droga attivo nel centro arbëreshe dell’entroterra della Piana di Sibari.
Erano circa le 23 e gli spezzanesi stavano guardando in televisione l’ultima serata del Festival della canzone italiana di Sanremo, considerata anche la presenza d’un loro concittadino sul palco del Teatro Ariston, il maestro Stefano Amato che ha diretto l’orchestra durante l’esibizione del cantautore cosentino Brunori Sas, ma la loro bella e spensierata serata musicale è stata bruscamente interrotta dalle sirene spiegate dei militari dell’Arma.
Cos’era successo è presto detto.
Il maresciallo che comanda la locale Stazione ha assistito a una cessione di sostanza stupefacente dietro pagamento, del giovane sospettato a un giovane assuntore di droga del posto, in un angolo del centro urbano.
Lo spacciatore s’è accorto d’essere stato visto dal sottufficiale, ha ingoiato la restante droga che teneva addosso e se l’è immediatamente data a gambe per vie e viuzze, inseguito a piedi dal carabiniere fin quando non è stato raggiunto e fermato.
Il delinquente però non s’è dato per vinto e con ferocia belluina ha sferrato un morso alla mano del militare, rimasto ferito, riuscendo a divincolarsi, a liberarsi e a riprendere la sua corsa.

Il comandante di Stazione dell’Arma aveva però già invocato rinforzi, e a Spezzano sono sopraggiunte tre gazzelle in forza al Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di San Marco Argentano da cui dipende la Stazione spezzanese.
Lo spacciatore, oramai braccato e… spacciato, è capitolato poco dopo coi ferri ai polsi, gli è stato fatto vomitare l’involucro contenente la droga ed è stato condotto in caserma, mentre il maresciallo veniva medicato dagli operatori sanitari di un’ambulanza del 118, dopo aver guadagnato l’ingresso d’un bar dove aveva provveduto a lavarsi la mano dal sangue che gli fuoriusciva dalla ferita provocata dal profondo morso ricevuto dal suo rivale.

Il Tribunale di Castrovillari
A dispetto di tutto quest’ambaradan, il magistrato di turno in procura a Castrovillari ha convalidato l’arresto effettuato dagli uomini della Benemerita, disponendone però – per lo stato d’incensuratezza del giovane spacciatore – l’immediato rilascio in attesa che venga fissato il processo nei suoi confronti in Tribunale. direttore@altrepagine.it