Alla prossima udienza, la vittima dovrà deporre contro i suoi congiunti

CASTROVILLARI – Prosegue nelle aule del Tribunale di Castrovillari (presidente Annamaria Grimaldi, a latere Mariarosaria Pugliese e Marianna Ferrante) il processo che vede imputate 3 persone (tutte difese dall’avvocato Antonio Pucci) appartenenti allo stesso nucleo familiare coriglianese di Corigliano-Rossano.
Rispondono dell’accusa d’avere usato per parecchio tempo violenze fisiche e psicologiche nei confronti d’un altro componente della loro famiglia, invalido civile e titolare di pensione perché fisicamente menomato e costretto su una sedia a rotelle.
All’udienza di oggi è comparso il maresciallo dei carabinieri Rocco D’Elia, comandante della Stazione del centro storico coriglianese, che ha narrato ai giudici tutti i passaggi dell’attività d’indagine espletata, scattata per effetto del famigerato video girato di chat in chat sulla messaggistica di WhatApp ritraente le violenze familiari in danno della vittima.

Il Tribunale di Castrovillari
Il pubblico ministero, Raffaela Di Carluccio D’Aniello, ha poi prodotto ai giudici non solo il video, ma anche la documentazione medica della vittima (costituitosi parte civile nel processo ai suoi congiunti tramite l’avvocato Giuseppe Vena).
Il prossimo 28 marzo al processo deporrà proprio la vittima. direttore@altrepagine.it