
CORIGLIANO-ROSSANO – Voltagabbana. Significato: «Che cambia idea, opinione o fazione con facilità per utilità personale».
Il dizionario Treccani specifica meglio:
«Chi cambia opinione e idee, per opportunismo, per tornaconto personale, con grande facilità e leggerezza (sinon. di banderuola)».
Si apre la lotta oramai aperta tra il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi e il suo assessore alle discariche, quell’avvocato Francesco Madeo (quello a sinistra nella foto) già silurato in questi anni un po’ da tutti, persino dal Generale Giuseppe Graziano (chiedere a Carlo Calenda e agli amici locali di Azione).
Stasi sorride e cerca qualche avversario più credibile, ma Madeo ci prova a incalzare, guardando alle prossime amministrative.
Madeo intanto fa l’assessore, obiettivo da lui dichiarato da circa dieci anni e più e raggiunto a luglio scarrozzando Stasi per tutta la campagna elettorale, ma quando uno è generoso come Madeo a queste cose non dà conto…
Lo sanno tutti della generosità dell’assessore, ma qui la questione è tutta “politica”:
Madeo ha le idee chiare sulla prossima campagna elettorale – visto che con Stasi eletto alla Regione si vota prima – e tutto il gruppo di “Azzurro mare” vuole farsi trovare pronto coi voti e coi tavolini per le vie del borgo antico di Schiavonea.
Io apprezzo le abili capacità oratorie di Madeo, che quando è sotto pressione dimostra una grandissima eloquenza, stiamo parlando di un fine oratore che sta mantenendo la città pulitissima in ogni angolo, vi sfido a dimostrare il contrario.
Vi propongo un breve bestiario delle dichiarazioni di Madeo di qualche mese fa, prima della promessa di assessorato e la costrizione a candidarsi… quando c’è fiducia e stima disinteressata!
D’altronde, le idee di Madeo e Stasi sono sempre state, diciamo “sovrapponibili”…
Ecco cosa diceva Madeo nel 2023:
«Quella targata Stasi è un’amministrazione confusionaria, che rispetto alle buone intenzioni poi va alla deriva e sbaglia l’approccio.
Sul turismo, ad esempio, stanno spendendo due milioni di euro, ma senza criterio.
I concerti servono a ricercare il consenso elettorale, ma non sono messi a sistema, non giustificano un esborso così oneroso perché non proiettano la città nei grandi circuiti turistici. E soprattutto sono turismo mordi e fuggi, non creano reddito.
Di fondo, la programmazione turistica di Stasi altro non è che una bella versione dei suoi predecessori, solo con più soldi a disposizione e meglio “decorata”».
Poi altre dichiarazioni d’amore:
«Rispetto alle opere pubbliche, non abbiamo visto nulla.
I tanto sbandierati Pinqua (45 milioni per tre progetti di riqualificazione urbana nei due centri storici di Rossano e Corigliano e a Schiavonea) ad oggi valgono come i soldi del Monopoli.
Il rifacimento di via Roma, ad esempio, è un’operazione elettorale fuori contesto.
Grave è che questi ipotetici investimenti siano effettuati con pressappochismo e senza una minima conoscenza del territorio»;
«Noi non siamo né Flavio Stasi né i grillini, non andiamo per Procure né facciamo le barricate. Non è quella il genere di opposizione, non è nella nostra cultura. Semplicemente facciamo presente, nel luogo maggiormente deputato qual è il consiglio comunale, quali secondo noi sono gli errori che si stanno commettendo e proponiamo come correggere il tiro, ma senza populismi, badiamo ai contenuti»;
«L’unico modo per costruire una società migliore è mettere insieme persone capaci, con esperienza e idee, per contrastare i populismi.
Sono dell’idea che per contrastare il populismo di Stasi sia necessario un grande “compromesso storico” su base programmatica, condivisa da classe dirigente formata, per arginare il pressappochismo di oggi».
Basta poco per cambiare idea e l’assessorato val bene una messa, pure non cantata.
Tutto nella norma, viva la coerenza.
Me ne torno nel mio circoletto a fare politica seria.
Lettera firmata
SCRIVICI ANCHE TU: direttore@altrepagine.it