CORIGLIANO-ROSSANO – Un commercialista di Rossano e un’impresa edile di Corigliano al centro d’una ritenuta maxi-truffa allo Stato pari a quasi 6 milioni di euro. Ordita e praticata da aprile del 2021 a gennaio del 2022 attraverso i cosiddetti Bonus facciate, Ecobonus, Recupero del patrimonio edilizio e Super sisma bonus.

Secondo le accuse formulate dai magistrati della Procura di Castrovillari, il dottor Francesco Ruffo, 62 anni, rossanese e con studio proprio in quell’area urbana di Corigliano-Rossano, sarebbe stata la mente del pentolone truffaldino scoperto grazie a un’indagine condotta dai finanzieri della Compagnia cittadina, che avevano sottoposto a verifica fiscale l’impresa Euro Cosma Srl con sede legale alla marina di Schiavonea, nel Coriglianese.

Ruffo non era neppure il depositario delle scritture contabili e della documentazione fiscale della società finita sotto la lente d’ingrandimento investigativa, dalle quali s’è originata la scoperta della presunta articolata maxi-truffa allo Stato. Che sarebbe stata perpetrata compensando illecitamente debiti fiscali e tributari con crediti fiscali inesistenti. Che venivano utilizzati, in compensazione appunto, per abbattere debiti con l’erario, con l’Istituto nazionale della previdenza sociale e col Comune di Corigliano-Rossano, ma anche ceduti a soggetti terzi creditori della stessa impresa e a istituti bancari.

Crediti d’imposta per oltre 5 milioni e settecentomila euro per lavori edilizi mai effettuati dall’impresa, su immobili appartenenti a cittadini ignari di tutto, allo scopo di non versare le ritenute fiscali, i contributi previdenziali e i tributi locali, azzerando anche il proprio debito con l’erario.

Un ritenuto sistema fraudolento basato sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti, dopo avere accettato e inoltrato all’amministrazione finanziaria dello Stato dichiarazioni telematiche d’interventi agevolabili su fabbricati anche con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Interventi rivelatisi mai eseguiti.

La falsità dei crediti d’imposta sarebbe stata accertata dalla guardia di finanza attraverso specifiche attività investigative delegate dalla Procura castrovillarese, con controlli incrociati, riscontri documentali e informatici, e, soprattutto, attraverso le denunce formalizzate dagl’ignari “clienti” dell’impresa, che proprio dai finanzieri s’erano visti recapitare dei questionari in relazione ai rapporti intrattenuti con la Euro Cosma Srl per quelle opere di ristrutturazione edilizia mai da essi commissionate e giammai effettuate, a fronte delle comunicazioni telematiche all’Agenzia delle entrate in cui risultava che gli stessi avevano optato per il cosiddetto sconto in fattura che sarebbe stato loro praticato dalla Euro Cosma Srl, comunicazioni cui avrebbe provveduto proprio il dottor Ruffo senza che risultasse essergli stato conferito alcun incarico in tal senso da parte dei presunti clienti di Euro Cosma Srl.

Nel novembre dell’anno scorso, gli stessi finanzieri avevano dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, diretto e per equivalente, pari ai quasi 6 milioni di euro oggetto della ritenuta maxi-truffa, nei confronti del commercialista Ruffo, della Euro Cosma Srl e dei due imprenditori edili facenti capo alla stessa società, tutti indagati per i pretesi reati di truffa aggravata per il conseguimento d’erogazioni pubbliche, false comunicazioni sociali, dichiarazioni fraudolente mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, ed indebite compensazioni fiscali e tributarie.

Il maxi-sequestro, disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari su richiesta dei magistrati inquirenti della Procura titolari delle indagini, hanno riguardato ovviamente i crediti d’imposta, beni mobili ed immobili e altre utilità.

Il sequestro dei beni del commercialista Ruffo finalizzato alla confisca – due immobili del valore di 568 mila euro – era stato confermato dai giudici del Tribunale del riesame di Cosenza il 4 dicembre dell’anno scorso, e riconfermato lo scorso 7 marzo dalla suprema Corte di Cassazione che ne ha depositato le motivazioni il 14 aprile, dieci giorni fa, mentre in Tribunale a Castrovillari il processo nei suoi confronti e degli altri due indagati non è ancora cominciato. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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