
CORIGLIANO-ROSSANO – Dall’ombelico del mondo, la notizia dall’altro ieri sta facendo il giro del globo terrestre intersecandosi con la luna e tutti gli altri pianeti del sistema solare coi loro annessi satelliti connessi.
D’altronde i social hanno reso lontani i tempi in cui Rino Gaetano cantava «Auto blu, sangue blu, cieli blu, amore blu, rock and blues… sulla spiaggia di Capocotta», perciò, nella terza città del Nord Est delle Calabrie, ladies and gentlemen Corigliano-Rossano, qui di blu c’è solo una bandiera e di spiaggia c’è solo quella rossanese di Gammicella.
Ora, a distanza di tre giorni e mezzo dall’ottima novella, fonti bizantine accreditatissime e ammanicatissime di AltrePagine soffiano l’indiscrezione secondo cui una cordata costituita da imprenditori e investitori giapponesi è pronta a investire 500 milioni di euro per la realizzazione d’un resort a 10 stelle sulla rinomata Baia Gammicella.
Frattanto, per le imminenti vacanze al mare in Calabria degli italiani dell’estremo Nord, degli svizzeri, degli austro-ungarici, dei tedeschi, francesi, spagnoli, americani, russi e ucraini – tutti oramai pazzi per Gammicella – il Grand Hotel Little leg (Piccola gamba, gammicella, ndr) offre 7 giorni e 7 notti a pensione completa per la modica spesa di 1.499 euro a persona (ultime stanze disponibili, s’affrettassero).
Già immaginiamo i titoli dell’eco per gli esodi di luglio e Ferragosto:
«Sabato da bollino rosso sulle arterie stradali, migliaia di turisti provenienti anche dalla Campania»;
«Traffico in tilt sulla Tangenziale Sud allo svincolo per Gammicella. Lunghe code, turisti stremati dall’afa ma vogliosi e ansiosi di raggiungere l’agognata meta marittima»;
«Gammicella presa d’assalto: alberghi pieni. I napoletani fittano le roulottes, ma occhio alle truffe e attenzione al caro ombrellone».
Tuttavia, per chi vuole investire per le future vacanze di figli, nipoti e pronipoti, stanno già spuntando i primi cartelli delle agenzie immobiliari:
«Vendesi in riva allo Jonio, a soli 150 metri dalla Bandiera blu nel Golfo di Gammicella, graziosa casicella (già da tempo condonata, tuttappo’)».
Torniamo seri, perché adesso abbisogna rimboccarci tutti le maniche per creare il brand «Gammicella a mare». Ne abbiamo già disquisito stamattina con l’amico e collega Lenin Montesanto ché lui di ‘ste cose ne capisce, e poi qualcuno non metta in giro voci false e tendenziose che AltrePagine non è un giornale positivo e propositivo.
Il brand sì, ma pure qualche efficace spot pubblicitario da far girare in inverno sui treni delle metropolitane di Milano, Parigi e Londra (tanto per cominciare):
Dal classico evergreen «Tutti a prendere la tintarella sulla spiaggia di Gammicella» all’elegante «Mediterraneo da scoprire, costa da vivere, Jonio da bere» con le sequenze in bikini d’una bella ragazza mora di Viale Salerno (per accontentare anche gli amici lettori ed elettori di Schiavonea), fino al più ammiccante e spinto «Metti una sera d’agosto al chiaro di luna sotto una stella sulla spiaggia di Gammicella (abbracciato alla tua bella mangiando un panino con provolone e mortatella).
«E nuotando nell’azzurro mar da Rivabella passando per Gammicella fino a Fiumarella (che pur ricadendo nel Comune di Crosia fa parte del brand, ndr) d’improvviso all’orizzonte mi comparve un randagio cagnolino che alzando una gammicella si fece una salutare pisciatella… (a gammicella tesa)». direttore@altrepagine.it