
CATANZARO – E adesso pure un temerario killer pluriassassino come lui, ha paura. Già, perché l’ex boss di ‘ndrangheta di Rossano, il 45enne ergastolano definitivo Nicola Acri detto Occhi di ghiaccio (foto), da 4 anni in qua collaboratore di giustizia, oggi, video-collegato con l’aula della Corte d’Assise di Catanzaro, ha lanciato pubblicamente il proprio “allarme”.
Il pentito, durante l’udienza del processo per un omicidio di ‘ndrangheta di cui, lui reo confesso, è stato già condannato con sentenza definitiva, durante la sua deposizione odierna ha espresso timori per la propria incolumità personale, e, soprattutto, per quella dei suoi familiari.
Tutto nasce dal furto dell’autovettura della moglie, la 45enne Arianna Calarota, che sarebbe avvenuto l’altro ieri nella località segreta e protetta ove risiede.
La sparizione dei documenti dell’auto della consorte fa temere a Occhi di ghiaccio che la sua nuova identità e il suo luogo di residenza possano essere scoperti.

Arianna Calarota è la moglie dell’ex capobastone rossanese Nicola Acri
Acri ha manifestato la propria preoccupazione durante il processo per l’omicidio del 34enne Salvatore Di Cicco detto Sparami ‘npiettu, l’allora boss ‘ndranghetista di Sibari ammazzato a Torretta di Crucoli il 1° settembre del 2001 e poi lì sotterrato in un luogo dove oggi sorge un resort secondo quanto ha rivelato un altro “pentito”, il 58enne coriglianese Ciro Nigro che all’omicidio partecipò direttamente, mentre Acri prese parte all’organizzazione del fatto di sangue avvenuta in contrada Apollinara di Corigliano-Rossano, e, per questo, i giudici l’avevano condannato a 5 anni di carcere col rito abbreviato.
La vicenda del furto dell’auto della moglie di Acri sarebbe “collegata” ad altri “fatti strani”. Per questo, il collaboratore di giustizia, durante la mattinata di ieri, in un’altra aula di Corte d’Assise, quella di Cosenza in cui si sta svolgendo il processo per l’omicidio del pregiudicato 29enne di Rossano Andrea Sacchetti lui ammazzato a febbraio sempre del 2001, fatto a pezzi e sotterrato in un’azienda agricola di contrada Stombi tra Cantinella di Corigliano-Rossano e Sibari, sempre in video-collegamento non aveva voluto sottoporsi al contro-esame da parte degli avvocati difensori dell’unico imputato, il boss 71enne coriglianese Rocco Azzaro.

Salvatore Di Cicco e Andrea Sacchetti entrambi ammazzati 24 anni fa
Per l’omicidio Di Cicco a Catanzaro sono imputati lo stesso Azzaro, il 56enne Giuseppe Spagnolo detto ‘U banditu e il 76enne Giuseppe Nicastri, gli ultimi due personaggi di spicco della ‘ndrangheta di Cirò. direttore@altrepagine.it