CORIGLIANO-ROSSANO – Buongiorno a tutti i lettori di AltrePagine. Da qualche giorno leggo con interesse – ma anche con crescente stupore – i commenti di tanti cittadini dell’area urbana di Corigliano, che iniziano finalmente a rendersi conto che ciò che ci era stato presentato come “fusione” con Rossano, nei fatti sta sempre più somigliando a un assorbimento unilaterale.

Uso parole forti, ne sono consapevole, ma c’è poco spazio per l’ambiguità:

questa non è stata una fusione tra pari, bensì una progressiva marginalizzazione di Corigliano a vantaggio dell’ex comune di Rossano.

Uffici comunali, sedute di Consiglio, visibilità: dove si decide?

Una delle lamentele più ricorrenti – e fondate – riguarda il trasferimento di numerosi uffici comunali da Corigliano verso Rossano, a cominciare da quelli strategici. Inoltre, non si ricorda un solo Consiglio comunale tenutosi nell’area coriglianese, mentre Rossano è ormai sede di fatto dell’amministrazione cittadina. Questa non è un’opinione, ma un dato di realtà.

Esaminiamo la distribuzione degli uffici tra Rossano e Corigliano:

su un totale di 59 sedi ufficiali, 18 si trovano a Corigliano, mentre il resto è concentrato a Rossano, con alcune sedi secondarie dislocate tra i due centri. La disparità nella distribuzione potrebbe riflettere scelte amministrative che meritano una riflessione più approfondita. Basta andare sul sito del comune per riscontrare il dato che sopra si riporta (https://www.comune.corigliano-rossano.cs.it/sito/uffici/201595-uffici).

Bandiera blu “a metà”

Altro episodio emblematico è quello della Bandiera blu, assegnata ufficialmente a Lido Sant’Angelo – Gammicella, area costiera della ex Rossano.

Perché il sindaco evita accuratamente di sottolineare che la Bandiera blu dovrebbe rappresentare tutto il comune fuso, Corigliano compresa?

L’inchiesta a firma del Direttore Buonofiglio rivela che l’amministrazione comunale avrebbe deliberatamente escluso Corigliano dalla Bandiera blu (Tutta la verità sulla Bandiera blu a (Corigliano) Rossano).

Eppure, sulla spiaggia della Marina di Schiavonea non mancano i servizi:

dai bagnini, assunti con modalità perlomeno discutibili, alla qualità dell’acqua, che sembra essere migliorata negli ultimi tempi.

Nonostante ciò, il sindaco non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale per placare la polemica, dando l’impressione che la situazione gli stia, in fondo, bene (escludere Corigliano).

Il porto dimenticato e l’occasione persa con Baker Hughes

La questione dello sviluppo economico è un’altra ferita aperta.

A Corigliano c’era un porto – e c’è tuttora – con potenzialità enormi, persino apprezzate da colossi come Baker Hughes che aveva manifestato l’interesse a investire in un impianto produttivo, ma a fermare tutto è stato proprio il Comune, con ricorsi e incertezze che hanno fatto naufragare l’intero progetto.

Un’occasione persa, che avrebbe potuto portare centinaia di posti di lavoro e rilanciare davvero l’economia locale.

Il risultato?

Un nulla di fatto, e ancora una volta una retorica dello sviluppo che non diventa mai realtà.

La proposta “anti-Referendum” e il sospetto politico

Appena si è iniziato a parlare, concretamente, di una raccolta firme per il ritorno ai due Comuni distinti, un consigliere regionale di Rossano ha proposto e fatto approvare una legge che vieta per 15 anni ogni possibilità di Referendum per il recesso dalla fusione.

Perché tanta fretta di blindare la situazione?

Di cosa si ha paura?

Che la popolazione di Corigliano, oggi più consapevole, chieda conto del proprio ruolo marginale?

Anche il risultato elettorale che ha portato alla fusione è del tutto discutibile!

Dati elettorali: una fusione a senso unicoI numeri parlano chiaro. Alle elezioni comunali del 2024, il candidato sindaco Flavio Stasi, originario di Rossano, ha vinto nell’area urbana di Corigliano con il 59% contro il 41%, ma a Rossano la percentuale a suo favore è stata ancora più alta:

72% contro 28%.

È evidente che, anche nel voto, la fusione non si è mai realizzata veramente:

Corigliano vota in modo diviso, Rossano compatto. Più che un’unione, questa sembra una conquista politica, a colpi di urne.

Conclusione: restituire voce ai cittadini

Alla luce di tutto questo – dallo spostamento di uffici agli investimenti svaniti, dalla differenza di trattamento alle percentuali elettorali – non resta che una domanda:

che fine ha fatto la promessa di una fusione equa e condivisa?

La verità è che i cittadini di Corigliano (ma anche Rossano) sono stati convinti con parole come “efficienza” e “unità”, ma oggi si ritrovano spettatori di un progetto che li ha messi all’angolo.

Forse è arrivato il momento di restituire loro la parola. Non tra 15 anni. Ma ora: (Ritorno all’autonomia di Corigliano e Rossano: il 4 giugno il “verdetto” del Tar).

Ingegnere Domenico Zangaro

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