CASTROVILLARI – Morì nel caldo pomeriggio del 18 agosto 2017 a soli 14 anni d’età, Federico Feraco (foto).

Una giovanissima vita spezzata mentre era in sella alla sua irrinunciabile bicicletta per le strade dello Scalo coriglianese di Corigliano-Rossano.

Una buca killer sulla strada e Federico ha perso la vita lungo la centralissima Via Nazionale, dove oggi a ricordarlo c’è qualche mazzo di fiori che i suoi familiari e quanti gli hanno voluto bene di tanto in tanto vanno a posare.

Notato il suo corpo esanime sull’asfalto da parte d’un automobilista che aveva lanciato l’allarme, poco dopo il medico legale ne certificò il decesso. E i carabinieri, su disposizione della Procura di Castrovillari, avviarono le indagini del caso. Acquisendo le immagini delle telecamere di video-sorveglianza d’un paio d’esercizi commerciali presenti sulla strada, dalle quali emerse che il ragazzino aveva perso il controllo della bici proprio a causa di quella maledetta buca presente sull’asfalto, in quel momento non transennata e poi subito dichiarata sotto sequestro da parte della stessa Procura.

Un impatto micidiale a terra che non lasciò alcuno scampo al quattordicenne.

Il Tribunale di Castrovillari

La ricostruzione ebbe riscontro alle risultanze dell’esame esterno del cadavere condotto da parte del medico legale incaricato tra l’ospedale “Guido Compagna” e l’obitorio del cimitero cittadino. Col ragazzo che presentava una consistente ferita alla testa indicata quale causa della morte e col magistrato di turno che valutò come non necessario l’esame autoptico.

L’inchiesta giudiziaria ha appurato il nesso di causalità tra la caduta di Federico dalla bicicletta e la buca sulla carreggiata stradale. Che, in base alla ricostruzione dei fatti, aveva fatto perdere l’equilibrio al quattordicenne facendolo rovinare violentemente a terra provocandone l’urto della testa contro il marciapiede circostante.

La giustizia per Federico è arrivata dopo quasi 8 lunghi anni.

Oggi, infatti, il giudice monocratico del Tribunale di Castrovillari, Gabriele Antonaci, ha condannato due dipendenti comunali di Corigliano-Rossano e il titolare della ditta incaricata dall’allora Comune di Corigliano Calabro per l’esecuzione d’un lavoro proprio in quel punto di Via Nazionale.

Il giudice ha condannato a 6 mesi di reclusione ciascuno (pene sospese), l’ingegnera Filomena De Luca, attuale dirigente comunale, il geometra Carmine Grispino, funzionario del Comune, e l’allora titolare dell’impresa incaricata, Teodoro D’Ambrogio, tutti coriglianesi.

Assolto, invece, il geometra Franco Bua, ex funzionario comunale da tempo in pensione, difeso dall’avvocato Marisa Caravetta.

I motivi della sentenza odierna saranno depositati entro 90 giorni.

Per quanto concerne il risarcimento civile, per il quale dovrà tenersi un separato processo, il giudice ha stabilito che, per il momento, i tre condannati dovranno versare in solido tra loro la somma di 5 mila euro per ogni singola parte civile costituita in giudizio, il padre e la madre e i fratelli della giovane vittima, tutti rappresentati dall’avvocato Pasquale Pastorino del foro di Salerno. direttore@altrepagine.it   

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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