
CORIGLIANO-ROSSANO – Non è un sognatore né un ingenuo, e fa politica da tanti, troppi anni per non averla capita la politica attraverso la quale lui vorrebbe farsi passare per “diverso” da altri mestieranti esattamente come lui, che lui ha scalzato facendoseli persino alleati, fregandoli in alcuni casi, concedendogli “cose” in altri.
Perciò, il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, pur sapendo benissimo che il quorum dei 5 Referendum di domenica scorsa sarebbe stato solo un lontano miraggio, è andato di buon mattino nel suo seggio.
Primo:
per farsi fotografare, postare immediatamente la foto sui social e farla vedere non tanto ai cittadini comuni, ma ai suoi amici sindacalisti, grandi “lavoratori” e soprattutto grandi difensori dei lavoratori e dei loro diritti – com’è “noto” a tutti i lavoratori! – ed agli amici e compagni dei partiti del cosiddetto “campo largo”.
Secondo:
per scrivere una fesseria – «Diritto di non votare? Certo, come dire di avere diritto di non respirare» – una roba che poteva scriverla solo uno che il diritto l’ha “studiato” su qualche bignami della ragioneria.
Terzo:
Per votare.

Le sue gesta, come di consueto, dopo un minuto appena sono state “amplificate” dall’editore suo amico benché «palazzinaro», «affarista» e amicissimo dei lavoratori, perché Stasi le proprie amicizie le sa cementificare e i suoi amici sanno che con lui fanno un buon affare, entrando pure nei campi sempre più “larghi” della politica assieme a sindacalisti e “lavoratori” vari.
Il “risultato” non è stato dei più lusinghieri per uno Stasi che in fatti elettorali ha sempre fatto molto meglio, decisamente.
Nella “sua” Corigliano-Rossano, i “referendari”, i tutori del lavoro della domenica, d’una caldissima domenica di giugno in questo caso, sono arrivati appena al 17%, portando jella a se stessi perché magari tra essi vi sono pure diversi elettori dei partiti del Centrodestra del presidente del consiglio dei ministri Giorgia Meloni, quella del «vado al seggio e non prendo le schede», solo per farsi fotografare esattamente come Stasi.
Il «mare» di memoria craxiana e le affollatissime spiagge joniche di Corigliano-Rossano della rovente domenica passata?
Non diciamo fesserie alla “Stasi prof di diritto maniera”, perché in una giornata e mezzo di votazione, chi vuole andare a votare 5 minuti li trova!
Insomma, Stasi ha votato e – una volta tanto – al “suo” popolo non è fregato un… beep!
Ed è forse la più pittoresca – questa – tra le espressioni di voto costituzionalmente previste e garantite, al pari di votare “Sì”, votare “No”, non andare a votare, andare al mare, andare al seggio e non prendere le schede e chi più ne ha più ne metta. Amen. direttore@altrepagine.it