Pur di non seguire la “linea” dell’ex dirigente comunale D’Amico che avrebbe voluto licenziare i vigili truffatori, affidata una consulenza legale esterna da 10 mila euro… per ottenere lo stesso parere di D’Amico!

CORIGLIANO-ROSSANO – Nella mattinata odierna il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi (foto), con proprio decreto ha provveduto ad affidare l’interim del Settore Risorse umane, vale a dire quello relativo al personale comunale, al dirigente dell’ente Danilo Fragale.

Che provvisoriamente sostituirà il dirigente Diego D’Amico, vincitore appena 6 mesi fa d’apposito concorso pubblico, dimessosi in modo burrascoso benché “silenzioso” nella giornata di giovedì scorso dopo un estenuante “braccio di ferro”, lui da solo contro un’affiatatissima ed oramai ben collaudata “coppia” formata dal sindaco Stasi e dal segretario comunale Paolo Lo Moro, il massimo dirigente dell’ente.

Il dottor D’Amico

Oggetto della contesa, i provvedimenti da adottare nei confronti di quel nutrito gruppo di vigili urbani rossanesi come il sindaco Stasi e politicamente suoi simpatizzanti, condannati dal Tribunale di Castrovillari a dicembre dello scorso anno col patteggiamento della pena per il reato di truffa ai danni del Comune, senza che il Comune si costituisse parte civile in giudizio contro di essi.

«Furbetti del cartellino» li ha evasivamente e sbrigativamente definiti la stampa rossanese, quelle rare volte che ha fornito qualche notizia in merito all’inchiesta coordinata dai magistrati della Procura di Castrovillari e operativamente condotta dai detective cittadini della guardia di finanza, che negli uffici del Comando rossanese dei vigili urbani erano riusciti a piazzare alcune telecamere “spia” per stanare i truffatori e spedirli a processo.

Una sequenza delle indagini delle fiamme gialle

Nello stesso processo, che la stessa stampa rossanese ha seguito con estrema timidezza, è stato imputato e condannato per falso in atto pubblico lo stesso segretario comunale Lo Moro, il “notaio” dell’ente. Che, dopo la sentenza di primo grado, ha pubblicamente ricevuto la vicinanza e la solidarietà della giunta Stasi e della maggioranza che la sostiene in Consiglio comunale… che avevano al contempo espresso fiducia alla magistratura che Lo Moro aveva condannato (Amici: o con Lo Moro o coi giudici che (in primo grado) lo hanno condannato!).

L’affiatatissima coppia Lo Moro-Stasi

Morale della “fragola”:

incassata pubblicamente la fiducia di Stasi & Co., Lo Moro ovviamente è rimasto al suo posto.

Altrettanto i vigili condannati assieme a lui.

Frattanto in municipio era giunto il dirigente D’Amico, che normativamente avrebbe voluto giungere ai licenziamenti per giusta causa dei vigili, al termine dei procedimenti disciplinari presieduti dall’attuale comandante del Corpo dei vigili, il colonnello Luigi Greco, che – per dovere di cronaca bisogna dirlo – non lavorava a Corigliano-Rossano all’epoca dei fatti.

Stasi & Lo Moro hanno però fatto di tutto per non licenziarli, “costringendo” Greco a richiedere un parere legale esterno sulla “questione”.

Così, a fine maggio il Comune ha incaricato un avvocato di Roma – costo della consulenza 10 mila euro sfilati dalle tasche dei cittadini – per ottenere lo stesso parere di D’Amico:

vale a dire che i vigili potevano essere licenziati per giusta causa, ma che, discrezionalmente, potevano essere anche “sospesi” per un periodo senza stipendio.

E alla fine così è stato:

tutti sospesi dal servizio e senza stipendio, per una durata variabile, per ciascuno, da 6 mesi a 1 mese e mezzo.

Per il dirigente D’Amico quei vigili sono dei truffatori, proprio come per i giudici che li hanno condannati.

Per Stasi, Lo Moro & Co. sono solo dei «furbetti del cartellino». E se la furbizia fosse un reato, Stasi furbo com’è sarebbe un ergastolano. direttore@altrepagine.it 

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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