I giudici hanno inflitto 7 anni di carcere ad Alessandro Arcidiacono e 1 anno e dieci mesi a Francesca Intrieri

CASTROVILLARI – Non solo droga a fiumi, estorsioni a manetta, usura soffocante, ma anche il grande business dell’agricoltura.

La ‘ndrangheta sibarita dapprima ha contaminato l’opulento settore per poi infestarlo.

È lo spaccato emerso dall’ultimo filone del maxi-processo “Kossa” istruito dal pubblico ministero della Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro, Alessandro Riello, che ha già ottenuto pesanti condanne in primo e secondo grado per la maggior parte dei suoi imputati, che aveva scelto d’essere giudicata col rito abbreviato per ottenere lo sconto d’un terzo delle pene in quel caso previsto per legge, e adesso è in attesa del definitivo giudizio della Cassazione (I NOMI | 14 condanne confermate nel maxiprocesso “Kossa”).

L’operazione “Kossa” (dall’antico nome greco di Cassano Jonio) nel febbraio del 2021 portò all’arresto di affiliati di spicco alla supercosca facente capo alle famiglie ‘ndranghetiste Forastefano e Abbruzzese di Cassano Jonio, ritenuta egemone nel settore agrumicolo e in quello dei connessi trasporti, nel cassanese e in generale nella Sibaritide (L’agricoltura della Sibaritide in pugno alla ’ndrangheta).

Il Tribunale di Castrovillari

A giudizio col rito dibattimentale ordinario, davanti ai giudici del collegio penale del Tribunale di Castrovillari (presidente Anna Maria Grimaldi), erano invece imputati il 55enne cassanese Alessandro Arcidiacono (nella foto d’aperura), ragioniere d’una famiglia proprietaria di centinaia di ettari di piantagioni di pesche, da lui convinta a cedere la gestione dei fondi rustici a un’azienda agricola controllata dai Forastefano e intestata a un prestanome, il 39enne di Spezzano Albanese Luca Talarico, che nel corso del processo ha “saltato il fosso” divenendo collaboratore di giustizia, e la 33enne residente a Castiglione Cosentino ma originaria della Sibaritide Francesca Intrieri, segretaria dell’azienda “di” Talarico.

Luca Talarico

Al “pentito” Talarico i giudici d’appello avevano inflitto 8 anni di carcere proprio per avere svolto il ruolo di “testa di legno” della ‘ndrina Forastefano.

Alessandro Arcidiacono poche ore fa è stato condannato a 7 anni di reclusione;

Francesca Intrieri, invece, a 1 anno e dieci mesi.

Naturalmente, dopo il deposito delle motivazioni della sentenza che li ha riconosciuti colpevoli, attraverso i loro legali ricorreranno in appello. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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