
CASTROVILLARI – Com’è morto Francesco Vatano? È l’interrogativo che il sostituto procuratore di Castrovillari, Sergio Cordasco, ha posto al professor Biagio Solarino dell’Istituto di Medicina legale di Bari, al quale nella giornata di domani conferirà l’incarico di consulente tecnico d’ufficio per eseguire l’autopsia sul corpo del pescatore 59enne (nella foto) originario di Briatico in provincia di Vibo Valentia, ma da pochissimo tempo appartenente alla marineria di Schiavonea di Corigliano-Rossano.
L’uomo era deceduto cadendo in mare dal peschereccio cui era a bordo, salpato proprio dal porto coriglianese, nella mattinata di giovedì scorso, in mare aperto, al largo della costa dello Jonio cosentino antistante il comune di Amendolara.
Gli altri membri dell’equipaggio del motopeschereccio avevano riferito d’un malore occorso al loro collega che ne aveva determinato la caduta in mare, perciò avevano subito allertato i militari della guardia costiera in forza alla Capitaneria di porto di Corigliano.
LEGGI ANCHE:
Il caso adesso si tinge di giallo. Già, perché la tetra ipotesi che avanza è che possa essersi trattato d’un omicidio volontario, questa la tesi del magistrato. Che, dopo aver disposto il sequestro della salma, ha aperto un fascicolo d’indagine proprio per il più grave dei reati, anche se, al momento, contro ignoti.

Il Tribunale di Castrovillari
Quali elementi hanno mosso il magistrato inquirente a ipotizzare un omicidio?
Mistero.
Per ora, comunque, non ci sono indagati.
L’esame autoptico dovrà fare piena luce sulla morte di Vatano:
s’è trattato d’una disgrazia, oppure d’un misterioso omicidio in mare? direttore@altrepagine.it