Erminia Cerchiara è stata condannata in primo grado a 8 anni. Il marito, già condannato definitivo a 20, è detenuto al 41-bis nel carcere di Nuoro

CATANZARO – Condannata in primo grado a 8 anni di carcere per associazione mafiosa, la moglie del 35enne Luigi Abbruzzese, boss ‘ndranghetista di Cassano Jonio e della Sibaritide già condannato definitivo a 20 anni e da tempo detenuto in regime di “carcere duro” al 41-bis nel penitenziario di Nuoro in Sardegna, è riuscita a guadagnare gli arresti domiciliari anche se dovrà scontarli lontano da Cassano, dalla Sibaritide e dalla Calabria.
Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro, Gilda Danila Romano, ha infatti accolto l’istanza formulata dal difensore della 37enne Erminia Cerchiara, l’avvocato Giorgia Greco, sostituendole la misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari in un’abitazione lontana dai confini regionali calabresi.

Il boss Luigi Abbruzzese
La decisione del giudice è maturata considerando il tempo trascorso in carcere dal 30 giugno 2023 – data in cui la Direzione distrettuale Antimafia catanzarese fece scattare le misure cautelari relative al maxi-processo “Athena” – e la detenzione d’altri suoi familiari tutti ritenuti appartenenti alla ‘ndrina degli zingari cassanesi.
Il giudice ha ritenuto che la misura degli arresti domiciliari lontano dalla Calabria sia idonea a contenere le esigenze cautelari che assistono la posizione della moglie del boss. direttore@altrepagine.it