
CASTROVILLARI – Il 60enne di Montalto Uffugo Francesco Pio Alfano è tra le 15 persone che la Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro ha mandato a processo con l’accusa, tra le altre, d’avere favorito la latitanza del ritenuto boss 40enne di Cassano Jonio e della Sibaritide Leonardo Abbruzzese detto Nino oppure Castellino (nella foto d’apertura), prima che venisse catturato dai carabinieri a Bari dopo 4 mesi ch’era uccel di bosco, e oggi detenuto in regime di “carcere duro” al 41-bis.
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Alfano, su disposizione del presidente del collegio penale del Tribunale di Castrovillari, Carmen Ludovica Bruno, dal carcere dov’era detenuto dal 15 novembre dell’anno scorso, è stato assegnato agli arresti domiciliari.
Si tratta dell’autista dell’autoambulanza a bordo della quale il latitante era stato trasportato a Bari nella villa-covo della famiglia mafiosa barese dei Lovreglio dove il boss è stato stanato e arrestato. redazione@altrepagine.it