
CATANZARO – Procede spedito il processo anti-‘ndrangheta Run up, per comodità giornalistica Athena 2 considerato che si tratta di un’appendice giudiziaria del maxi-processo Athena contro il locale di ‘ndrangheta di Cassano Jonio ed alcune sue importanti propaggini attive nel resto del territorio della Sibaritide.
Sono 15 gl’imputati a processo. Solo quattro di essi hanno scelto la via del dibattimento ordinario davanti ai giudici del collegio penale del Tribunale di Castrovillari, mentre gli altri undici hanno optato per il rito abbreviato, scegliendo d’essere giudicati dal giudice per l’udienza preliminare Sara Merlini, del Tribunale di Catanzaro (nella foto d’apertura).
Nei confronti di tutt’e quindici, la pubblica accusa è incarnata dal pubblico ministero della Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro, Alessandro Riello, che il 15 novembre dell’anno scorso li aveva spediti tutti in carcere.

Il pm antimafia Riello
Sono tutti accusati, a vario titolo, di favoreggiamento personale aggravato dalla finalità d’agevolazione mafiosa, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed estorsioni mafiose.
Le investigazioni “sul campo”, condotte dai carabinieri, erano scattate appena dopo la maxi-retata dell’inchiesta Athena del 30 giugno 2023, il cui processo di primo grado ha visto inflitte pesanti condanne per decine d’imputati (Qui tutte le singole condanne).
A quel blitz era clamorosamente sfuggito il ritenuto boss 40enne di Cassano Jonio Leonardo Abbruzzese detto Nino oppure Castellino, prima d’essere catturato a Bari dopo 4 mesi di latitanza (Leonardo Abbruzzese “girava” con la Carta d’identità d’un ragazzo di Corigliano-Rossano), e oggi detenuto in regime di “carcere duro” al 41-bis.

Nino, Nicola e Luigi Abbruzzese sono tutt’e tre detenuti al 41-bis
Proprio le attività di ricerca dell’importante uccel di bosco, avevano condotto l’Antimafia all’individuazione dei suoi ritenuti uomini e donne “a disposizione”, che gli avrebbero garantito sostegno ed assistenza logistica (Il “biglietto di viaggio” del latitante).
Le risultanze acquisite, in particolare, avevano permesso di ricostruire i vari “passaggi” della latitanza del boss cassanese, che il 17 ottobre 2023 era stato trasferito, a bordo di un’ambulanza, da un alloggio popolare dello Scalo di Spezzano Albanese dove si nascondeva, fino a Bari, in una villa appartenente alla locale famiglia mafiosa dei Lovreglio alleata e in affari con gli Abbruzzese di Cassano Jonio, che per poco più d’un paio di settimane fu il covo del latitante (Il “mutuo soccorso” fra la ‘ndrangheta sibarita e la mafia barese).
Le indagini di Athena 2 hanno fatto emergere pure l’esistenza di un fino ad allora inesploratovasto girodi traffico e spaccio di cocaina ed eroina tra Spezzano Albanese, San Lorenzo del Vallo e Terranova da Sibari (Quegli sniffatori di Corigliano-Rossano che evadono nel grande traffico di “coca” al bivio di Spezzano) e alcuni gravi quanto drammatici episodi estorsivi di stampo mafioso (Gli incendiano il locale per un grosso debito di droga del fratello).
A processo col rito dibattimentale ordinario davanti ai giudici del Tribunale di Castrovillari figurano imputati:
Francesco Pio Alfano, 60 anni, di Montalto Uffugo (recentemente ha guadagnato gli arresti domiciliari);
Marianna Costanzo, 47, di Terranova da Sibari;
Gennaro Presta, 31, di San Lorenzo del Vallo (che s’era visto annullare dai giudici della Cassazione l’ordinanza di custodia cautelare in carcere ed è quindi libero);
Enzo Molino, 57, di Terranova da Sibari (che qualche giorno fa ha lasciato il carcere ed è stato assegnato agli arresti domiciliari).

Il Tribunale di Castrovillari
Nel processo col rito abbreviato che si sta tenendo invece al cospetto del gup del Tribunale di Catanzaro, proprio questa mattina il pm Riello, al termine della sua articolata requisitoria, ha avanzato le richieste di condanna nei confronti di:
Antonio detto Tonino Abbruzzese, 41 anni, di Cosenza – 5 anni e quattro mesi di carcere e 1.200 euro di multa;
Cosimo Abbruzzese detto Cocò o Micciu, 29, di Spezzano Albanese – 17 anni;
Francesco Abbruzzese, 32, di Spezzano Albanese – 16 anni e otto mesi;
Leonardo Abbruzzese detto Nino o Castellino, 40, di Cassano Jonio – 15 anni;
Nicola Abbruzzese, 66, di Spezzano Albanese – 4 anni e sei mesi e 1000 euro di multa;
Giuseppe Cofone, 28, di Spezzano Albanese – 5 anni e quattro mesi e 1.200 euro di multa;
Angelica Forciniti, 44, di Sibari – 2 anni e cinque mesi;
Francesco Lovreglio, 63, di Bari – 2 anni;
Nicola Lovreglio, 40, di Bari – 2 anni;
Elisabetta Sciacovelli, 40, di Bari – 1 anno e quattro mesi;
Eugenio Traversa, 43, di Bari – 1 anno e quattro mesi.
Agli ultimi due imputati il gup Merlini ha sostituito la misura della custodia cautelare in carcere col divieto di dimora a Bari.
Il processo riprenderà il 14 ottobre. direttore@altrepagine.it