SALERNO – Giusto un anno fa erano finiti nelle maglie d’una maxi-inchiesta giudiziaria condotta dai magistrati della Direzione distrettuale Antimafia di Salerno e arrestati come facenti parte di un’associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in Italia.

Ieri, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale salernitano, Giovanni Rossi, ha invece sentenziato il non luogo a procedere nei loro confronti.

Si tratta del 64enne Antonio Miniaci, imprenditore di Trebisacce nel settore della rivendita d’autovetture (difeso dall’avvocato Claudio Roseto), e del 25enne imprenditore agricolo Raffaele D’Elia di Cassano Jonio, ma residente a Castrovillari (difeso dagli avvocati Gianluca Serravalle e Luca Donadio).

Entrambi erano stati assegnati agli arresti domiciliari.

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Secondo le accuse della Procura Antimafia campana rivelatesi infondate, Miniaci, in particolare, avrebbe avuto il ruolo di “procacciatore” fra l’organizzazione criminale – i cui ritenuti componenti sono stati rinviati a giudizio e mandati a processo – e i cittadini extracomunitari aspiranti ad ottenere un titolo legittimante l’ingresso nel territorio dello Stato italiano.

Miniaci, sempre secondo l’infondata accusa, avrebbe acquisito i nominativi e i passaporti, necessari per l’inserimento nelle domande di nulla osta per gli stranieri, da inoltrare alle prefetture.

L’avvocato Roseto, suo difensore, ha dapprima ottenuto la restituzione della libertà personale di Miniaci attraverso la proposizione di ben tre ricorsi, due al Tribunale del riesame di Salerno e l’altro alla suprema Corte di Cassazione. E ieri, al termine dell’udienza preliminare, è riuscito a dimostrare la definitiva e totale estraneità del proprio assistito in relazione alle contestazioni mosse dai magistrati inquirenti.

Il giudice, infatti, accogliendo totalmente la tesi difensiva dell’avvocato Roseto, ha riconosciuto l’eclatante errore giudiziario commesso a carico di Miniaci, decretandone il proscioglimento da ogni accusa.

Stessa buona sorte per D’Elia:

non luogo a procedere pure per lui e per tutte le contestazioni addebitategli dalla Procura salernitana. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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