L’ex assessore Viteritti “ficcò il naso” (su questo e altro) bloccandone di fatto il pagamento. Che dicono il sindaco Stasi, il suo fido ingegnere Sciommarello e il consigliere Uva?

CORIGLIANO-ROSSANO – Il 13 maggio scorso, il dirigente del Settore Manutenzione del Comune di Corigliano-Rossano ha emesso un atto di liquidazione di 69.893,80 euro Iva inclusa in favore d’una ditta locale, la Toretti Serveco Srl, per il servizio di “Nolo autospurgo”. 

La liquidazione è stata effettuata a seguito dell’invio d’una fattura elettronica dello scorso 24 marzo, in relazione a un pro forma del 15 maggio 2023 che dettagliava gl’interventi eseguiti nel periodo compreso tra dicembre 2021 e maggio 2022.

Il Comune, per circa sei mesi, richiese alla Toretti Serveco Srl l’esecuzione del servizio autospurgo.

Dalla lettura dell’atto emerge che il servizio venne regolarmente effettuato, riscontrato e verificato, per come si evince dai “buoni consegna lavoro”.

Come fu richiesto il servizio alla ditta, e come venne affidato l’incarico?

Nell’atto di liquidazione sono riportate le “ragioni” del servizio, ma non la procedura seguita per l’affidamento.

Manca, infatti, l’atto d’affidamento che avrebbe dovuto “giustificare” oltre che le “ragioni” del servizio anche la “ragione” della scelta dell’operatore.

Si fa riferimento a “servizi d’urgenza”, ma se il periodo del servizio si protrasse per circa sei mesi, è evidente che non si trattò d’un servizio d’intervento sporadico, occasionale – dettato appunto dall’emergenza-urgenza – bensì d’un servizio continuativo dovuto a una carenza del Comune che non disponeva d’un autospurgo.

Emergenza-urgenza? Un affidamento diretto lungo… 6 mesi!

Perché non venne pubblicata una richiesta di manifestazioni d’interesse rivolta a tutte le ditte del settore?

In assenza della determina d’affidamento, manca pure la motivazione sulla scelta discrezionale dell’operatore, e cioè perché venne scelta proprio quella ditta e non un’altra.

Se i lavori furono svolti negli anni 2021 e 2022, perché la fattura è stata emessa solo nel 2025 – dopo ben 3 anni – e la sua liquidazione effettuata lo scorso 13 maggio?

Sicuramente successe qualcosa, oppure qualcuno vi ficcò il naso, bloccando la faccenda…

Le “iniziative” dell’ex assessore Viteritti

A ficcarvi il naso fu l’ex assessore alla Manutenzione, l’avvocato Damiano Viteritti. Che nell’aprile 2022, proprio in merito al servizio di autospurgo, attraverso un proprio formale atto di controllo, richiese una relazione scritta al dirigente del Settore Reti e Manutenzione, Francesco Castiglione, trasmettendo per conoscenza la lettera di richiesta anche al sindaco Flavio Stasi.

Il dirigente non relazionò mai, ma sulla faccenda in Municipio vi fu una riunione infuocata.

L’allora amministratore

L’ex assessore non solo non esitò a mettere le mani nella “merda”, ma in quello stesso mese emise una propria direttiva in materia di prevenzione e controllo su appalti, lavori, servizi e forniture nell’ambito dei settori di sua competenza.

Le tante domande cui dovrebbero rispondere Stasi, il suo fido Sciommarello e ‘U cavaler Uva

Ma ritorniamo sul singolare quanto anomalo affidamento diretto di sei mesi per il servizio autospurgo.

Nell’atto di liquidazione si legge che il lavoro fu effettuato, riscontrato e verificato sulla base di “buoni di consegna lavoro”.

Quindi, non solo non è dato di sapere come fu affidato il servizio, ma neppure come venne controllato, con quale metodologia e da chi all’interno del Comune.

Nello stesso atto si legge d’un servizio “a nolo”, perciò, dopo l’atto d’affidamento – che non c’è – sarebbe stato necessario pure stipulare un contratto:

il contratto di nolo avrebbe dovuto stipularlo l’allora dipendente comunale ch’era responsabile del Servizio Autoparco, vale a dire Tonino Uva detto ‘U cavaler, attuale consigliere comunale della maggioranza che sostiene l’amministrazione del sindaco Flavio Stasi.

Il consigliere comunale della maggioranza-Stasi, Tonino Uva

Se quel contratto fu stipulato o meno, chi può saperlo meglio del consigliere Uva?

Nell’atto di liquidazione, infatti, non ve n’è alcun cenno…

La domanda sorge spontanea:

che fine avevano fatto gli autospurgo comunali, come mai non venivano utilizzati?

Anche a questa domanda potrebbe rispondere solo il consigliere Uva.

Lo farà?

Noi di AltrePagine siamo pronti ad accogliere e rendere pubblica ogni sua risposta.

Nell’atto di liquidazione c’è scritto che il lavoro venne effettuato sulla base di “buoni di consegna” rilasciati dalla ditta stessa:

a chi venivano consegnati quei “buoni”?

Chi li controfirmava?

Che valore hanno i “buoni consegna” in una pubblica amministrazione?

Chi controllò se effettivamente i lavori furono svolti? 

All’interno del “Sistema Manutenzione”, il sindaco Stasi aveva ed ha un proprio “uomo di fiducia”, parliamo dell’oramai famigerato ingegnere Carmelo detto Mario Sciommarello, delle cui “gesta” AltrePagine ha scritto così tanto che la Direzione oggi sta valutando l’idea di farne un best seller

Stasi & Sciommarello

Sciommarello entrò nel Settore Manutenzione come “supporto” per il sindaco e per gli assessori, ma finì per “sostituire” di fatto l’apparato burocratico amministrativo del Comune. Anche nella scelta – sua discrezionale – degli operatori economici?

Il collaboratore politico di Stasi, a quanto pare, svolge di fatto ruoli e funzioni spettanti per legge solo e soltanto ai dipendenti comunali.

L’ex consigliere comunale Vincenzo Scarcello, nella scorsa consigliatura, più volte durante i propri interventi nelle sedute della civica assise sollevò e denunciò tale “questione”, senza sortire alcun effetto… direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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