CORIGLIANO-ROSSANO – Arriverà prima la Corte dei conti, o il Tribunale, o il Prefetto, a “tirare per le orecchie” il sindaco di Corigliano-Rossano, o arriverà prima l’ufficializzazione della candidatura di Flavio Stasi a Presidente della Regione Calabria?

La domanda sorge spontanea dopo la “sortita” degli oppositori di Stasi nel Consiglio comunale della grande città jonica, che nel tardo pomeriggio di ieri hanno chiamato a raccolta giornalisti locali e cittadini per una «conferenza stampa aperta» in un locale affacciato sul mare di Schiavonea.

Da quell’aula consiliare oramai desertificata quanto a partecipazione di pubblico, vale a dire di cittadini e di popolo, il Centrodestra, o meglio il “centro” del Centrodestra e cioè i partiti di Forza Italia e Azione, hanno deciso d’andarci loro tra la gente, d’altronde se Maometto non va alla montagna…

Insomma, dalla sede del municipio alla piazza il passo è stato breve, c’è voluto giusto un anno e l’antivigilia delle nuove elezioni regionali che coincide col primo anno del secondo mandato di Stasi e col sesto della sua amministrazione.

Sullo sfondo – ed è uno sfondo percettibilissimo anche dalla lunga distanza – gli “annunci” che giungono oramai quotidiani da taluni giornali e giornalisti, tanto locali quanto provinciali e regionali, relativi all’imminente proposta di candidatura di Stasi alla Presidenza della Regione da parte di un “asse” politico che vedrebbe uniti per questo obiettivo il partito dell’Alleanza Verdi-Sinistra italiana e il Movimento 5 stelle, questo è quel che sostengono quei giornali e quei giornalisti che la simpatia politica per Stasi la mostrano e la ostentano, qualcuno persino in modo sguaiato, relegando il Partito democratico a un ruolo subalterno nella scelta dell’anti-Occhiuto, ammesso e non concesso che l’attuale presidente Occhiuto si ricandiderà “effettivamente” come già preannunciato.

E se i Pooh cantavano “Chi fermerà la musica?”, il motivo intonato ieri dai suoi oppositori è stato “Chi fermerà Stasi?”, confidando nella considerazione delle “carte” che essi nei giorni scorsi hanno prodotto agli organi dello Stato cui si sono formalmente rivolti, la Procura della Corte dei conti, la Procura della Repubblica e il Prefetto.

Il gruppo consiliare di Forza Italia e quelli dei due movimenti civici appartenenti allo stesso partito di Forza Italia (Movimento del territorio e Uniti per Corigliano-Rossano), e il gruppo di Azione, a quegli organi hanno denunciato una «gestione dei conti pubblici fuorilegge». E, se fosse veramente così, Stasi si presenterebbe ai calabresi con un pessimo biglietto da visita, ammesso e non concesso che la sua ipotetica candidatura a Presidente della Regione stia davvero nell’emisfero della politica e non in quello dell’autoerotismo…

Al tavolo, di fronte ai giornalisti e ad un folto pubblico per illustrare in termini più squisitamente politici la loro denuncia “tecnica”, erano presenti in 5 dei 7 consiglieri firmatari dell’esposto, Pasqualina Straface, Marisa Caravetta, Giuseppe Turano, Piero Lucisano e Demetrio Caputo:

«Adesso non siamo più sul terreno delle supposizioni o delle ipotesi, perché il rendiconto di gestione 2024 presentato in Consiglio comunale dal sindaco Stasi e dalla sua giunta, e approvato dai consiglieri della loro maggioranza, è un bilancio completamente falso», ha detto la consigliera comunale e regionale Straface, l’anno scorso candidata a sindaca e uscita sconfitta da Stasi col 65% dei consensi contro il 35.

Dietro l’angolo c’è l’ombra d’un possibile dissesto finanziario del Comune di Corigliano-Rossano?

«Sono trascorsi 6 anni di amministrazione Stasi e ci troviamo di fronte a una prassi gestionale pericolosa, fuorilegge e fuori controllo, perché si è cercato di mascherare debiti fuori bilancio mai riconosciuti con accordi transattivi o con liquidazioni in sanatoria di pagamenti rispetto a spese mai autorizzate», hanno spiegato all’unisono i consiglieri d’opposizione, denunciando, così come hanno denunciato nell’esposto, il «mancato rispetto delle minime regole contabili», con l’affondo che «chi avrebbe dovuto vigilare e controllare, vale a dire il segretario comunale, i revisori dei conti e i responsabili dell’ufficio finanziario, non lo hanno fatto, e qui c’è un sindaco che spende e che spande senza regole per la sua irrefrenabile ambizione di candidarsi a Presidente della Regione». direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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