
CORIGLIANO-ROSSANO – La “via siciliana” dopo la sparatoria. Sono stati fermati e ammanettati oltre lo Stretto, in Sicilia, il pistolero di ieri sul lungomare rossanese di Sant’Angelo a Corigliano-Rossano – che ha ferito a un braccio il 49enne incensurato di Mirto Crosia Giovanni Scigliano – e i suoi due ritenuti complici che l’avrebbero fiancheggiato nell’azione criminale compiuta davanti a un lido balneare ed agli occhi terrorizzati di bagnanti cittadini e turisti, bambini compresi.
Si tratta di Giovanni De Luca di 35 anni, Gianluca Pacenza di 31 e Giuseppe Pio Pacenza di 19, questi ultimi zio e nipote, tutt’e tre rossanesi e tutti incensurati nonostante la loro ritenuta estrema vicinanza agli ambienti criminali di ‘ndrangheta.
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Il terzetto è stato fermato dai poliziotti in forza alla Squadra mobile della Questura di Cosenza nei pressi di Milazzo, nel Messinese, in forza delle indagini messe in campo dagli agenti del Commissariato cittadino, dagli uomini della stessa Squadra mobile e dai carabinieri del Reparto territoriale di Corigliano-Rossano.
Indagini coordinate dai magistrati inquirenti della Procura di Castrovillari, in virtù delle quali i tre fermati erano già stati identificati nella stessa serata di ieri, appena dopo il fatto, con la Procura che aveva già emesso i relativi provvedimenti di fermo d’indiziato di delitto nei loro confronti.
Le accuse per De Luca e i due Pacenza, sono, a vario titolo, di tentato omicidio, lesioni gravi, porto abusivo d’arma da fuoco – la pistola, che non è stata ancora ritrovata – e rapina.
Determinanti sarebbero state le intercettazioni telefoniche cui almeno uno di loro era già da qualche tempo sottoposto:
esse hanno permesso agl’investigatori di ricostruire spostamenti, contatti e intenzioni dei fermati, già localizzati in Sicilia dove i tre avevano trovato “appoggio” e alla volta della quale nelle scorse ore erano da qui partiti i poliziotti. Forse l’intenzione vera dei tre era quella di fuggire quanto prima all’estero. Ora si trovano detenuti nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. direttore@altrepagine.it