De Luca e i due Pacenza accusati d’una sfilza di reati. Il procuratore di Castrovillari D’Alessio e i vertici di polizia e carabinieri stamane hanno illustrato in conferenza stampa il quadro delle operazioni che hanno portato ai loro fermi e agli arresti d’altri due soggetti il mese scorso

CORIGLIANO-ROSSANO – A Rossano oramai basta un nonnulla per “precisare” – armi alla mano – che “qui comando io”. Magari anche millantando un “potere” – criminale s’intende – che in realtà forse non si ha. O forse sì. Le indagini sui gravi fatti e disordini sociali che si stanno verificando da oltre un mese a questa parte sul lungomare rossanese di Sant’Angelo e non solo, a Corigliano-Rossano, sono ancora in corso, ma lo Stato questa mattina ha voluto chiarire che se c’è qualcuno che “comanda” – con la forza della legge – quello è proprio lo Stato. Che, coi suoi uomini, ha già assicurato alla giustizia 5 persone appena dopo i fatti di cui si sarebbero resi cattivi protagonisti, 2 a metà giugno e 3 l’altro ieri sera.
Polizia, carabinieri e magistrati della Procura di Castrovillari hanno messo in campo il meglio del loro apparato investigativo e repressivo, raggiungendo i primi brillanti risultati finalizzati a fornire risposte in termini di sicurezza a una popolazione di residenti e in queste settimane anche di turisti che è letteralmente terrorizzata anche alla sola idea d’una semplice passeggiata sul lungomare e persino ad andare a fare il bagno negli stabilimenti balneari, dove tanti malcapitati sono stati costretti ad assistere a “scannamenti” criminali fatti di risse con mani, bastoni e spranghe, e a veri e propri tentati omicidi a colpi d’armi da fuoco.
Il procuratore di Castrovillari Alessandro D’Alessio, ha infatti presieduto una conferenza stampa, nel Commissariato di polizia cittadino, alla presenza del questore di Cosenza, Giuseppe Cannizzaro, del comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Andrea Mommo, del comandante del Reparto territoriale di Corigliano-Rossano dell’Arma, il tenente colonnello Marco Filippi, del dirigente della Squadra mobile della polizia, Gianni Albano, del comandante della Sezione operativa e radiomobile del Reparto territoriale della Benemerita, il capitano Alessandro Lorenzini, e dell’attuale dirigente del Commissariato di polizia cittadino, Roberta Martire.

Il questore Cannizzaro e il procuratore D’Alessio
La pronta “risposta” dello Stato contro la violenza criminale
«Lo Stato c’è, è forte e credibile. Mai come in questo caso polizia e carabinieri hanno lavorato insieme senza alcun tipo di contrasto, con prontezza e spirito di sacrificio», ha detto il capo dei magistrati della Procura castrovillarese, D’Alessio.
Il procuratore s’è detto indignato personalmente perché «è stata messa in discussione la libertà delle persone», affermando che «chiunque si renderà responsabile di reati di questo tipo sarà assicurato alla giustizia».
L’ombra della ‘ndrangheta: indagini in corso
Tutti questi fatti violenti sono riconducibili a lotte intestine nell’ambito della criminalità organizzata, che qui si chiama ‘ndrangheta?
«Tutti gli episodi di questa natura alla fine sono riconducibili, come retroterra, a dinamiche criminali consolidate». Una risposta sibillina, ma chiara al contempo, quella del procuratore, sintomatica di una complessa ed articolata indagine tuttora in corso…
Il procuratore ha voluto, però, anche evidenziare la scarsa collaborazione da parte dei tanti cittadini che hanno visto e sentito:
«L’evocazione della paura è solo una scusa per giustificare la mancata collaborazione».
Senza sbilanciarsi pure lui, il questore Cannizzaro ha detto che i primi risultati ottenuti da polizia, carabinieri e magistratura «non sono un punto d’arrivo, ma di partenza».
I fermi dell’altro ieri sera effettuati in Sicilia
Ad illustrare i dettagli operativi, il capo della Mobile, Albano, e il comandante territoriale dell’Arma, Filippi.
«Abbiamo ricostruito subito l’intera vicenda culminata nel ferimento con un colpo di pistola d’un uomo, per consolidare le prove;
prima c’è stata un’aggressione nel parcheggio d’un noto parco acquatico, mai denunciata, e il tentativo di vendicare la rapina d’un borsello che ha portato al drammatico sviluppo del tentato omicidio poi avvenuto in uno stabilimento balneare, con gli aggrediti in precedenza che hanno chiesto man forte ad alcuni familiari piombati in quel lido sul lungomare. E lì s’è verificato il resto, con la rissa e lo sparo.
Sapevamo sin da subito chi erano, s’erano però allontanati immediatamente dalla città e li abbiamo rintracciati in Sicilia, tra i comuni di Montalbano Elicona e Barcellona Pozzo di Gotto».
Il pistolero, infatti, era già da tempo sottoposto ad intercettazioni telefoniche e telematiche nell’ambito della complessa indagine in corso.

Il tenente colonnello Marco Filippi comanda il Reparto territoriale dell’Arma a Corigliano-Rossano
Nella tarda mattinata di domani, proprio nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto ove si trovano detenuti, il 35enne Giovanni De Luca, il 31enne Gianluca Pacenza e il nipote 19enne Giuseppe Pio Pacenza, saranno interrogati.
I tre “compari”, tutti rossanesi e tutti incensurati a dispetto della loro ritenuta vicinanza ad ambienti della criminalità organizzata locale, uno alla volta compariranno infatti al cospetto del giudice per le indagini preliminari del Tribunale della cittadina del Messinese, Antonino Orifici, per l’udienza di convalida dei loro fermi disposti dal sostituto procuratore di Castrovillari, Flavia Stefanelli.
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Il pistolero Giovanni De Luca è accusato di tentato omicidio
Il magistrato titolare dell’indagine per tutt’e tre ha richiesto l’applicazione della misura cautelare in carcere. Il terzetto – accusato, a vario titolo, del tentato omicidio del 49enne incensurato di Mirto-Crosia Giovanni Scigliano, lesioni gravi, porto abusivo d’arma da fuoco e rapina – sarà assistito e difeso dagli avvocati Antonio Pucci e Fulvio Ginocchiere.
Il lido “Baffo bianco” dov’è successo il fatto, ieri è stato destinatario d’un provvedimento di sospensione dell’attività per 15 giorni, emesso dal questore Cannizzaro. direttore@altrepagine.it