
CASSANO JONIO – Lo scorso 10 febbraio erano stati condannati dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro, Gilda Romano, che col rito processuale abbreviato li aveva giudicati colpevoli infliggendo loro pene che variano dagli otto mesi ai 2 anni e quattro mesi di reclusione per vari reati contestatigli dal pubblico ministero della Direzione distrettuale Antimafia catanzarese, Alessandro Riello, nell’ambito del maxi-processo anti-‘ndrangheta Athena.
Le loro condanne sono adesso passate in giudicato e quindi definitive, e gli stessi, che nel frattempo avevano riguadagnato la libertà personale, devono adesso scontare i residui delle pene avulsi dal pre-sofferto in detenzione cautelare.
Si tratta della 50enne Francesca Abbruzzese (lei mai arrestata, ma già soggetta all’obbligo cautelare di presentarsi a firmare davanti alla polizia giudiziaria), del noto imprenditore 42enne Carlo Malomo (già soggetto alla misura cautelare in carcere e poi a quella degli arresti domiciliari), e del 57enne Antonio Genisi (già soggetto agli arresti domiciliari), tutti di Cassano Jonio.
Tutt’e tre nella serata di ieri sono stati prelevati dalle loro rispettive abitazioni da parte dei carabinieri della Compagnia cittadina e tradotti in carcere sulla scorta delle relative ordinanze d’esecuzione delle pene emesse nei loro confronti dalla magistratura. direttore@altrepagine.it