
di João Francisco da Costa
CORIGLIANO-ROSSANO – In questi giorni, tra le vie di Corigliano-Rossano, si è sollevata una questione che, seppur apparentemente di contorno, solleva interrogativi profondi sulla coerenza e sul senso del ruolo pubblico.
Pare infatti che un consigliere comunale, figura eletta per rappresentare la cittadinanza e tutelare la legalità, risieda durante i mesi estivi o tutto l’anno in un magazzino. Un locale classificato come non adibito ad abitazione, secondo le norme vigenti.
Non si tratta solo di una banale irregolarità, ma di una condizione che tocca direttamente il rispetto delle regole da parte di chi dovrebbe farle osservare.
È lecito chiedersi:
può davvero chi infrange le regole ergersi a paladino della giustizia, a moralizzatore della vita pubblica?
Basta davvero una giacca e una cravatta, qualche frase a effetto in Consiglio comunale o sui social per auto-proclamarsi tuttologo e giudice della moralità altrui?
La vicenda ha anche un altro aspetto preoccupante:
il silenzio della maggioranza consiliare di cui il consigliere in questione fa parte.
Nessun collega, nessun esponente politico di riferimento ha sentito il dovere di chiarire, chiedere spiegazioni, o anche solo prendere posizione. Un silenzio assordante che rischia di diventare complice. Mentre l’opposizione chiede chiarezza, chi governa si volta dall’altra parte. Perché?
Questo episodio solleva una riflessione più ampia:
l’etica pubblica non può essere un vestito che si indossa a convenienza. Chi sceglie di servire la collettività ha il dovere di farlo non solo a parole, ma con l’esempio. E l’esempio si dà rispettando le leggi, anche quelle più semplici, anche quelle che riguardano la quotidianità.
Non si tratta di pettegolezzi o attacchi personali. Si tratta di responsabilità istituzionale. Perché se chi dovrebbe vigilare sull’illegalità si dimostra il primo a ignorare la legalità, allora la fiducia dei cittadini viene tradita. E nessuna giacca, nessuna cravatta, potrà restituire credibilità a chi l’ha persa. joaofranciscodacosta@altrepagine.it