Dalle elezioni di un anno fa al “nervosismo” di quel terzetto di consiglieri che tutti chiamavano «assessori» fino al varo della giunta. Dagli “ammiccamenti” a Fratelli d’Italia e a Forza Italia, fino all’ultimo atto

CORIGLIANO-ROSSANO – «Fulmine a ciel sereno»? Ma quando mai, ma chi lo dice, anzi, ma chi lo scrive?! Semmai… Tanto tuonò che piovve!
Sì, perché AltrePagine è da oltre 9 mesi che lo scrive, a cominciare dal 20 ottobre dell’anno scorso:
“Una malalingua ce l’ha spifferato che Liliana Zangaro “Corricontributocastrovillari” s’è dimessa da tutti i gruppi WhatsApp della maggioranza – pare che chatti solo con Cesarino Sapia – ma alla malalingua abbiamo risposto che per noi sarà una “notizia” quando ella si dimetterà dalla maggioranza, e allora campa cavallo…”
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Le dimissioni “irrevocabili” di Liliana Zangaro
Stamattina, a Corigliano-Rossano, la consigliera comunale della maggioranza che sostiene il sindaco Flavio Stasi e la sua giunta, s’è dunque dimessa, ma stavolta non dai gruppi WhatsApp né dalla maggioranza, perché s’è dimessa proprio da consigliera comunale. Dimissioni irrevocabili. E il fatto è “serio”, perché ha buttato alle ortiche le ben 608 preferenze elettorali che aveva conseguito poco più d’un anno fa.
La Zangaro fa parte di quel terzetto di consiglieri eletti con Stasi che non ha mai costituito “squadra” – gli altri due sono Leonardo Trento e Tonino Uva detto ‘U cavaler – che i loro amici e conoscenti chiamavano «assessori» fino al giorno in cui Stasi, eletto sindaco per la seconda volta, nominò la sua nuova giunta senza la presenza di nessuno di loro. Resi, proprio da quella “mancanza” di Stasi, nervosi e in sempiterna attesa d’un ipotetico quanto improbabile rimpasto di giunta.

Alcuni consiglieri della maggioranza-Stasi
Da tempo “disertava” le riunioni di maggioranza
Trento, già consigliere e assessore nell’ex Comune di Rossano, dopo oltre un anno ora sembra essersi “rassegnato”, ‘U cavaler nient’affatto e la Zangaro, quanto a “rassegnazione”… ha rassegnato le dimissioni.
Prima di farlo, aveva mandato numerosi “segnali” a Stasi & company, non solo uscendo dai gruppi social di comunicazione interna, ma anche disertando “puntualmente” le riunioni di maggioranza, e, in talune occasioni, pure le sedute del Consiglio comunale. Partecipava, praticamente, soltanto alle riunioni delle commissioni consiliari di cui era componente, e ogni tanto diffondeva qualche inutile comunicato stampa sulla qualunque in “duetto fotografico” col consigliere Cesare Sapia.
Facebook… ergo sum
Cartesio, il grande filosofo francese del Seicento, aveva previsto tutto e l’aveva detto e scritto apposta per Stasi, la Zangaro e compagnia cantante che secoli dopo sarebbero arrivati al potere a Corigliano-Rossano. Vivono infatti di post, e l’ultimo post della Zangaro – quello di ieri – è un trattato d’alta politica che riguarda 5 cani, manculicani… leggere per credere:

Nel post dello scorso 17 luglio qualcosa l’aveva fatta trapelare, indossando un’eloquente maglietta bianca stampata:

Gli “ammiccamenti” coi partiti del Centrodestra
Indiscrezioni ch’erano giunte alla nostra redazione durante le ultime festività natalizie, rivelavano d’una Zangaro propensa a saltare tra i banchi del Centrodestra che rappresenta l’opposizione in Consiglio comunale. E, all’uopo, di un incontro col senatore di Fratelli d’Italia Ernesto Rapani, nelle cui liste la Zangaro si candidò nel 2016 quando Rapani fu in corsa come aspirante sindaco dell’ex Comune di Rossano. Si narra pure di una sua successiva telefonata alla consigliera regionale di Forza Italia Pasqualina Straface, con richiesta d’appuntamento. Un appuntamento politico forse però mai avvenuto.
È doveroso però spezzare una lancia per l’oramai ex consigliera.
Sì, perché Stasi l’anno scorso le ha preferito Tatiana Novello, confermando quest’ultima nel ruolo d’assessora a dispetto della sua mancata elezione in Consiglio comunale. E forse adesso c’è anche di più, dal momento che taluni rumors attorno a Stasi dicono che il sindaco, intenzionato a candidarsi alle oramai imminentissime elezioni regionali, abbia designato per la successione a se stesso come sindaco proprio la Novello. Chi vivrà, vedrà.
In fondo, con Stasi sono stati in tanti a trovare una “occupazione” e un reddito come assessori e vice-sindaci. Opportunità ingiustamente negata alla Zangaro che – si narra – sin da bambina diceva: “Da grande voglio fare l’assessora”. Amen. direttore@altrepagine.it