
CORIGLIANO-ROSSANO – In queste calde, caldissime giornate di Calabria – non per le temperature climatiche, che tutto sommato sono accettabili – tra un bagno a mare e una pizza al tramonto sulla spiaggia seguiamo le evoluzioni, ma soprattutto le involuzioni, della politica regionale e in un tutt’uno di quella locale a partire da Corigliano-Rossano, la città in cui viviamo e nella quale ha sede il nostro giornale.
Con occhi vigili nella lettura delle cronache giudiziarie che stanno riguardando i livelli politici ed istituzionali più alti e importanti della Regione, attraverso i resoconti giornalistici d’alcuni nostri ottimi e documentatissimi colleghi.
Il quadro che emerge è quello che conduce dritto a un’immoralità sfacciata, sfrontata, spregiudicata, e non ci riferiamo ad alcuno degli spaccati di carattere penale, eventualmente tutti da dimostrare da parte della magistratura che sta indagando su una serie d’ipotesi di reato gravissime. Sì, perché noi adesso stiamo scrivendo di “politica” e ne stiamo scrivendo tra virgolette e con la più minuscola delle “p” cui le nostre conoscenze ortografiche arrivano.
Insomma, il presidente della Regione Roberto Occhiuto, vicesegretario nazionale di Forza Italia e a capo del Centrodestra calabrese, s’è dimesso perché è indagato, anzi “indagatissimo”, ma al contempo ha rilanciato ricandidandosi alla presidenza e appellandosi al “tribunale del popolo” per farsi assolvere dai propri presunti reati attraverso una propugnata rielezione. Una concezione tutta berlusconiana della “giustizia”, anzi iper-berlusconiana, diversamente d’altronde non poteva essere.

Occhiuto mostra con strafottenza la propria lettera di dimissioni
Il Centrosinistra e l’alternativa “alla bisogna”
Il Centrosinistra o “campo largo”, oppure “larghissimo” – quale delle locuzioni giornalistiche preferite? – come al solito s’è trovato spiazzato, impreparato. Già, perché dalle loro parti, com’è noto a tutti, quando si è “opposizione” l’alternativa a chi detiene il potere la si decide “alla bisogna”:
lunedì apriranno quel famoso “tavolo” attorno al quale come di consueto si consumano le loro sedute spiritiche all’uopo, per decidere a chi affidare il timone d’una barca perennemente in tempesta, vale a dire la candidatura a presidente della Regione.
La ridda di nomi è oramai nota a tutti:
per il Partito democratico c’è il segretario regionale nonché senatore della Repubblica Nicola Irto, per il Movimento 5 stelle ci sono il deputato europeo Pasquale Tridico, la deputata nazionale Vittoria Baldino e la sua collega Anna Laura Orrico, per i socialisti-riformisti c’è il sindaco di Cosenza Franz Caruso, per l’Alleanza Verdi-Sinistra italiana ci sarebbe il deputato europeo Mimmo Lucano. Oppure uno di Corigliano-Rossano…

Domenico Rotondo e Flavio Stasi
La strategia politica di Staso ruota tutta intorno a Rotondo
Quando in giro c’è puzza di elezioni entra in gioco Flavio Stasi, Staso per gli amici perché lui è unico, ne vedete altri di Stasi?
Lui è il due volte sindaco della terza città delle Calabrie, ché esse invece sono molteplici (c’è quella ricca del Nord Est, quella pezzente del Sud e quella centrale perennemente depressa e in cura da un bravo psicanalista più junghiano che freudiano).
Per Staso, sul tavolo dello sfigato Centrosinistro è pronto a battere forte i pugni il segretario regionale dei Verdi, al secolo Giuseppe Campana da contrada Amica (Rossano), ma il buon Campana non è l’unico a crederci.
Sulla candidatura del grande Staso sta puntando il fior fiore dell’imprenditoria rossanese:
palazzinari acquatici e palazzinari di pietra coi loro edicolanti di fiducia rossanesi e cosentini, raccoglitori industriali di monnezza differenziata e differente, cassamortari e fiorai cimiteriali, e tanta altra bella gente col portafoglio a mantice sempre pronta a finanziargli una nuova campagna elettorale.
Per il voto sicuro e garantito c’è il popolo rossanese, ma soprattutto quello corGlianese, specie quello della Marina di Schiavonea:
il Comitato donne di Viale Salerno ha già aperto la sede elettorale centrale nella parte terminale del lungomare, nella zona della Perla jonica prima del porto, centrale anche se un po’ periferica, ma confortevole e à la page, come dicono le parigine col cappello a cilindro.
A proposito di cose tondeggianti che ruotano, ci sono elementi politici che possono garantire risultati elettorali tondi e Staso questo lo sa, eccome se lo sa. La sua strategia politica, infatti, in queste calde settimane di passione, sta ruotando tutta attorno a Rotondo, Domenico Rotondo, per gli amici Mimmo Rotondaro, ex consigliero comunalo che ha lasciato il suo posto a un suo cognato di Villaggio Frassa, il noto filosofo della politica Giuseppe Fusaro (cugino del suo più noto collega Diego), e oggi per Staso è lui il candidato naturalo, infatti lo metterà in lista per fargli faro il consigliero regionalo.

Stasi, Rotondo e Fusaro
“Illuminanti” sui movimenti frenetici e strategici, d’alta ingegneria politica ed elettorale in queste ultime ore, sono i messaggi vocali inviati da Rotondo su WhatsApp a un suo amico elettore sicuro e garantito, tale Sandrino. Che se li è subito ben spesi, facendoli arrivare fino alla nostra redazione. Buon ascolto: