di Jair Messias Poltronaro

CORIGLIANO-ROSSANO – A Corigliano-Rossano, in questi giorni, non serve Netflix per trovare colpi di scena:

basta seguire le uscite pubbliche del sindaco Flavio Stasi.

L’uomo che, tra una distribuzione “generosa” di contributi e un cartellone di eventi ludici confezionati per il pubblico affezionato, ha sempre saputo dire tutto… e anche il contrario di tutto.

E qui arriva il bello. Per settimane, anzi mesi, Stasi ha rassicurato tutti – con tanto di figlia al fianco nei video, in perfetto stile “spot familiare” – che mai e poi mai si sarebbe candidato al Consiglio regionale.

Parole nette, scandite con la sicurezza di chi vuole chiudere ogni voce.

Ora, con la campagna elettorale regionale anticipata, il copione è cambiato. Il «No, grazie» è diventato un «Perché no?», e la sensazione è che la fretta non derivi da una visione alta per il futuro della Calabria, ma da un più umano – e comprensibile – timore di restare a piedi, senza poltrona e senza palco.

Intanto, i problemi veri della città restano sullo sfondo, come comparse dimenticate:

strade dissestate, servizi carenti, quartieri che attendono risposte. Ma, si sa, è più facile gestire una festa di piazza che una rete idrica in crisi. E il consenso, si sa, a volte si compra con un concerto più facilmente che con un piano urbanistico.

A completare il quadro, gli articoli “casualmente” pilotati su un sito scandalistico a gettoni e il nugolo di fans accontentati a suon di attenzioni personalizzate. Il resto dell’elettorato, spesso distratto, rischia di cadere ancora una volta nella trappola della narrativa a effetto.

Morale?

In politica, come nel cabaret, il numero di magia non è mai far apparire qualcosa, ma fare sparire quello che hai detto il giorno prima. E qui, di giochi di prestigio, ne abbiamo già visti abbastanza… poltronaro@altrepagine.it

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