Dopo 20 giorni di notizie fasulle sulla sua candidatura da parte del Centrosinistra, si è “imboscato” senza neanche fare gli auguri a Tridico 

CORIGLIANO-ROSSANO – «Sono nato pronto»: con ogni probabilità senza nemmeno saperlo, aveva risposto con una celebre frase tratta dal film Grosso guaio a Chinatown, pronunciata dal protagonista Jack Burton interpretato da Kurt Russell.

Burton si vantava d’essere sempre pronto per qualsiasi situazione e proprio quella frase rifletteva l’atteggiamento spaccone, ma goffo, del suo personaggio.

Lo scorso 1° agosto, Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano, lui più che attore di periferia, un caratterista vernacolare, non stava su un set cinematografico né sul palco del Teatro “Maria De Rosis”, ma veniva interpellato da quel giornale rossanese edito da spregiudicati palazzinari che gli fa amichevolmente e con reciproco interesse da megafono, come un fedele pappagallo di compagnia. Qualche ora prima s’era dimesso il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che, indagato per corruzione e altro, aveva annunciato la propria ricandidatura a nuove elezioni dopo poche settimane. E così è, perché il 5 e 6 ottobre si voterà.

Da quel giorno non c’è stato giorno, ora, minuto, in cui non solo il suo pappagallo rossanese  – coi pappagalli che a Rossano si sono subito riprodotti e moltiplicati sui social ma anche altri siti “d’informazione” evidentemente ben foraggiati non scrivevano di Stasi come del possibile anti-Occhiuto. Una “roba” durata ben 20 giorni – fino all’altro ieri, mercoledì – pur sapendo che non c’era nulla di vero, o di verosimile, perché i (pochi) nomi dei possibili candidati alla Presidenza erano altri, e Stasi non era neanche nella cosiddetta “rosa”.

Il perché lo dice quel residuo di logica rimasto nelle cose della politica italiana, dal momento che una candidatura a Presidente d’una Regione, in particolar modo se in una stessa tornata elettorale si vota in più Regioni, una coalizione di partiti nazionali, in questo caso il Centrosinistra o “campo largo”, oppure “larghissimo”, la decide sulla base dell’appartenenza a questo o a quel partito cui la Regione in questione “tocca”, nella logica, appunto, della “distribuzione” delle candidature tra alleati o potenziali tali.

Il Centrosinistra calabrese riflette, ovviamente, quello italiano, col Partito democratico, il MoVimento 5 stelle e l’Alleanza Verdi-Sinistra italiana, cui di Regione in Regione possono allearsi altri soggetti politici, proprio come nel caso della Calabria col Progetto riformista, Rifondazione comunista, e, forse, altri ancora.

Stasi non è iscritto né al Pd né al M5S, né ad Avs:

l’ultimo dei 3 partiti principali – non avendo proprio personale politico – avrebbe voluto proporre proprio Stasi come candidato a Presidente, e ci ha timidamente anche provato, ma in nessuna riunione ufficiale, solo a mezzo di qualche blanda dichiarazione sui giornali. Un “pesce piccolo” della coalizione, Avs, che della coalizione vuole rimanere a far parte. E ciò è stato evidente quando, mercoledì pomeriggio, poco dopo l’ufficializzazione di colui il quale sin dall’inizio è praticamente stato l’unico candidato alla Presidenza, vale a dire il deputato europeo del M5S Pasquale Tridico, il massimo dirigente di Avs in Calabria, Fernando Pignataro, segretario regionale di Sinistra italiana, dichiarava alla stampa:

«La candidatura di Tridico chiude i giochi, non si può dire no».

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Ciò, mentre l’oramai noto sito cosentino di Stasi aveva al contempo alimentato una scandalistica campagna anti-Tridico.   

Avs ci ha messo un attimo a scaricarlo il “senza partito” Stasi, personaggio “politico” tutto da studiare perché senz’arte (politica) né parte, a dispetto dei suoi due indiscussi successi elettorali da sindaco del 2019 e d’un anno fa.

Avs conta un consigliere comunale nella maggioranza di Stasi a Corigliano-Rossano, come pure il Pd e il M5S, anch’essi un consigliere ciascuno:

né Avs né il Pd, né il M5S fanno sono rappresentati nella giunta di Stasi. Per quale motivo politico al mondo i tre partiti del Centrosinistra avrebbero dovuto candidare Stasi a Presidente della Regione Calabria?!  

Soprattutto in considerazione del fatto che tra i consiglieri comunali della maggioranza di Stasi e gli assessori della sua giunta si perde il conto dei personaggi di destra (qualcuno in odor di candidatura nelle liste di Occhiuto proprio in queste ore) e di qualche massone.

Se Stasi non si fosse auto-proposto – così come praticamente è stato – sarebbe bastato che al primo accenno di giornale circa il proprio nome avesse rilasciato una dichiarazione a dire “non sono interessato né disponibile” (una bugia in più o una in meno, non sarebbe cascato il mondo!):

è rimasto, invece, pretenziosamente silenzioso, mentre il suo sito cosentino persino qualche ora prima dell’ufficializzazione della candidatura di Tridico, riferiva falsamente che il Progetto riformista nato attorno a Sandro Principe, il sindaco di Rende decano del Centrosinistra calabrese, da lì a poco avrebbe posto sul tavolo degli alleati la candidatura di Stasi.

L’ultimo innocuo “botto” di Stasi, poi finalmente Tridico è arrivato e Stasi è sparito dalla circolazione.

Pare sia proprio partito per una vacanza fuori regione, forse addirittura all’estero, benché continui a smanettare coi suoi famigerati post su Facebook, da ultimo uno sui boschi comunali che la dice lunga… Stasi s’è imboscato, insomma.

È l’unico che non ha fatto una pubblica dichiarazione d’incoraggiamento ed auguri a Tridico, ma d’altronde cosa ci si poteva aspettare da un destrorso sedicente “di sinistra”?

La sera del 18 luglio – esattamente un mese fa – in Piazza Steri nel centro storico rossanese, al suo cospetto e al cospetto del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, e del direttore del Fatto quotidiano Peter Gomez, ne aveva “tessuto le lodi”!

Stasi sul palco mentre “elogia” Tridico

Indiscrezioni rivelano che il buon Tridico gli abbia privatamente chiesto di candidarsi al Consiglio regionale in suo sostegno, ma non se ne conosce la risposta, di Stasi.

Non si candiderà, è assai probabile per non dire “sicuro”.

E ha già sguinzagliato i suoi fidati per postare a manetta su Facebook che lui è uno di parola coi suoi concittadini, che l’anno scorso l’hanno votato ed eletto per fare il sindaco di Corigliano-Rossano. Per come da 6 anni sta amministrando questa città, da Laino Borgo a Villa San Giovanni, per fortuna di tutti i calabresi, non l’hanno preso sul serio. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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