di Francisco Montano de La nova balaustrada

CORIGLIANO-ROSSANO – Mancano pochi giorni alla composizione completa delle liste per la competizione elettorale oramai alle porte.

Cosa dire?

Gianfranco Costa è fuori gioco, eliminato come un calciatore al terzo fallo consecutivo, mentre Francesco Madeo è sindaco per diritto divino, con la fascia tricolore già pronta nell’armadio.

Domenico Rotondo?!

Fatto fuori da un messaggio vocale:

non dal congresso, non dall’assemblea, ma da un audio WhatsApp con risatina allegata.

E allora, signore e signori, ladies and gentlemen come direbbero a Pechino, va bene perdere un Rotondo — capita, è fisiologico come perdere l’ombrello sull’autobus – ma un Francesco Marino Scarcella no, quello non si può smarrire così, come il telecomando del televisore.

Parliamo di un candidato che non è un semplice nome sulla scheda:

è un’enciclopedia ambulante, un manuale di storia, un atlante di geografia politica con appendice di diritto amministrativo. Ha attraversato partiti, correnti, secoli e tesi di laurea come un collezionista attraversa i mercatini delle pulci:

dieci partiti, quindici correnti di pensiero, venticinque tesi di laurea (tutte rigorosamente firmate con dedica), cinquantacinque passaggi di proprietà certificati dalla Motorizzazione.

Altissimo spessore.

Altro che Tridico, qui il livello si impenna, come un XT Yamaha in salita, qui ci può salvare solo lui, guardate chi c’ha come sponsor alle spalle, altro che Rocco e i suoi fratelli e Gentile e i suoi cinghiali!   

Qui parliamo di gente che, quando fa campagna elettorale, non bussa alle porte:

entra già con le chiavi, offre il caffè e ti legge pure il contatore dell’Enel. Non prende voti tanto per prenderli, perché lui i voti li sceglie, li seleziona, li adotta, li cresce come figli.

Non ha bisogno di pennacchi, perché lui è il pennacchio:

nato pennacchio e vissuto pennacchio, tra cent’anni e più verrà tumulato col pennacchio e tutti gli onori, religiosi, civili e militari.

Questa, signori, non è una competizione elettorale. È pirotecnica politica:

è la Champions League dei compromessi storici. È la grande sagra del voto condito, dove il menù è già pronto e i camerieri sono candidati! franciscomontano@altrepagine.it

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