
CORIGLIANO-ROSSANO – C’era una volta la Destra rossanese:
un laboratorio politico, un modello amministrativo, un riferimento che parlava non solo a Rossano, ma all’intera Calabria.
Giuseppe Caputo, Orazio Longo, Giuseppe Antoniotti:
nomi che hanno fatto storia, guidando con idee, coraggio e visione.
Oggi, di quella stagione resta solo un ricordo.
Il presente racconta altro:
un declino triste, quasi grottesco.
La Destra che un tempo produceva cultura politica oggi si riduce a reclutare figure provenienti dal Centrosinistra.
L’esempio?
L’avvocata Dora Mauro (nella foto, col senatore di Fratelli d’Italia Ernesto Rapani):
persona rispettabile, certo, ma che nulla ha mai avuto a che fare con i valori della Destra.
Eppure – miracolo della politica! – è stata catapultata al ruolo di coordinatrice di partito, e adesso si parla persino di una sua candidatura al Consiglio regionale per Fratelli d’Italia.
Ma davvero qualcuno ha dimenticato che la stessa Mauro è stata assessora nell’amministrazione Mascaro-Graziano, esperienza chiaramente targata Centrosinistra?
O che, più di recente, ha sì sostenuto la candidata a sindaca di Centrodestra Pasqualina Straface, ma all’interno di una lista ispirata da Gino Promenzio, figura importante della sinistra coriglianese?
Se questo è il futuro della Destra rossanese, allora possiamo dire che siamo all’epilogo.
Non serve scomodare grandi analisti:
quando ci si affida a chi viene da tutt’altre tradizioni, la propria identità è già svenduta.
Chi la destra ce l’ha nel sangue e nella cultura non può restare in silenzio. Perché un patrimonio costruito in decenni non può essere buttato via per salvare qualche poltrona o per soddisfare logiche di sopravvivenza.
La Destra a Rossano non è nata per farsi ridicolizzare da scelte improvvisate. Ed è bene che qualcuno lo ricordi, prima che il suo nome si dissolva nel nulla.
Un deluso gruppo di elettori di Centrodestra
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