Il sindaco di Corigliano-Rossano nelle prossime ore potrebbe essere mollato anche dall’ultimo “vagone” del Centrosinistra, dopo essere stato scaricato da Pd e M5S

CORIGLIANO-ROSSANO – Chi non risica non rosica: vale pure in politica. C’è chi però fa eccezione, clamorosamente, nel momento topico in cui poteva tentare di “ipotecare” le proprie note bramosie d’ambizioni future. Finora non l’ha fatto, ma per farlo, eventualmente, qualche giorno a disposizione ancora ce l’ha.

Di chi e di che parliamo?

Naturalmente di Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano, e della sua oramai (quasi) sfumata candidatura al Consiglio regionale della Calabria nella lista di Alleanza Verdi-Sinistra italiana.

Sì, perché a dispetto dell’articolata discussione proprio sul nome di Stasi che lo scorso 28 agosto ha animato la riunione provinciale di Sinistra italiana, durante la quale alcuni esponenti del partito avevano palesato malumori in relazione al fatto che lo stesso non è iscritto ad Avs, che a Corigliano-Rossano nella sua compagine politico-amministrativa a trazione civica v’è la presenza di numerosi esponenti di destra tanto in Giunta quanto in Consiglio comunale, e che, qualora eletto, potrebbe accreditarsi personalmente il risultato e non “rispondere” al partito (motivazioni da un lato inoppugnabili e dall’altro prevedibili), la dirigenza regionale di Avs lo vorrebbe comunque in lista, anzi l’avrebbe voluto capolista.

Già, il “minimo sindacale” dopo averlo pubblicamente indicato addirittura come candidato alla Presidenza della Regione, salvo subito accodarsi all’intero Centrosinistra dopo il lungamente atteso «sì» da parte del deputato europeo del MoVimento 5 stelle Pasquale Tridico, unanimemente voluto quale candidato alla Presidenza.

La campagna stampa da lui orchestrata per essere candidato alla Presidenza e l’appoggio di Avs

Stasi, malcelatamente autocandidatosi alla Presidenza della Regione attraverso una campagna stampa da lui stesso orchestrata e durata una ventina di giorni con articoli d’indiscrezione chiaramente da lui ispirati, titubante per una candidatura al Consiglio nella lista di Avs che sicuramente considera un’avventura elettoralmente assai rischiosa, ha approfittato proprio della “discussione” sul suo nome in Sinistra italiana per battere in finalmente silenziosa ritirata. Una ritirata spagnola, dopo la furia dell’avanzata francese.

La crisi di nervi di Avs e la “soluzione Lucano”

Stasi ha lasciato però col sedere per terra la dirigenza regionale di Avs, che, fino a ieri sera, da tutti gli osservatori politici regionali veniva additata come a rischio di non riuscire a presentare le previste tre liste circoscrizionali per l’elezione del Consiglio regionale.

Il consigliere uscente, Antonio Lo Schiavo, neo iscritto ad Avs, forte del proprio prevedibile consenso elettorale, e, in generale, del consenso di Avs nella circoscrizione Crotone-Catanzaro-Vibo Valentia, era infatti corso “ai ripari” da Tridico, che gli aveva garantito la stessa ospitalità data al consigliere uscente della circoscrizione di Cosenza, Ferdinando Laghi.

La propria “crisi di nervi”, Avs la sta risolvendo, ancora una volta, alla “Soumahoro maniera”, che poi è la stessa maniera con la quale candiderebbe Stasi.

Il partito, infatti, è riuscito a convincere, ancora una volta, l’indipendente Mimmo Lucano, che proprio l’anno scorso gli aveva fatto guadagnare l’importante casella d’un seggio al Parlamento europeo. Una candidatura vera ma “finta” al contempo quella di Lucano, che per le istituzioni elettive italiane è considerato ineleggibile per effetto della legge “Severino” che impedisce l’elezione di condannati penalmente nell’esercizio di cariche pubbliche, ed è proprio il caso di Lucano che l’anno scorso nello stesso giorno era stato eletto parlamentare europeo e rieletto sindaco di Riace, salvo poi essere rimosso dalla carica di sindaco proprio per effetto della sua condanna penale.

Il «sì» di Lucano – che potrebbe essere candidato come capolista in tutt’e tre le circoscrizioni – avrebbe motivato gli altri potenziali candidati di Avs, fino a qualche ora fa refrattari a far inserire i loro nomi nelle liste. Per la prevista alternanza di genere uomo-donna, assieme a Lucano ha accettato di candidarsi Donatella Di Cesare, la docente di Filosofia dell’Università di Roma “La Sapienza” sulla cui candidatura perorata da Tridico (come per lo stesso Lucano) il Centrodestra ha montato una feroce polemica per via d’un suo post commemorativo in occasione della morte della brigatista rossa Barbara Balzerani.

Donatella Di Cesare e Mimmo Lucano

Lucano, Di Cesare… e Stasi?! Il pressing di Fratoianni e Bonelli

Qualora dovesse decidere di risicare, molto verosimilmente il capolista di Avs per la provincia di Cosenza sarebbe lui e non Lucano, ma i “giochi”, o meglio il “fuori dai giochi” di Stasi sembra oramai cosa quasi certa.

Su di lui c’è un forte pressing, anche in queste ore, da parte dei segretari nazionali di Sinistra italiana e Verdi, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (più di quest’ultimo, ci dicono le nostre fonti accreditate).

I massimi vertici nazionali di Avs vantano infatti un “credito” politico nei confronti di Stasi, che avevano proposto per candidarlo a Presidente della Regione Calabria, e Stasi non se la può cavare solo con quel «ringrazio Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni e l’intero gruppo di Alleanza Verdi-Sinistra italiana Calabria per aver proposto il mio nome».

I segreatari nazionali di Avs, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli

A pagliette Stasi è bravo, lo sanno tutti, ma «pancia a terra a sostegno di Pasquale Tridico» non sono fatti, sono… pagliette (per non dire altro!).

Tradotto:

se non si candida, Stasi con Avs ha chiuso, lo considereranno inaffidabile, e ciò vuol dire che da Avs non potrà eventualmente aspettarsi quella candidatura… parlamentare che egli agogna per continuare a rosicare di politica. E Avs, per i suoi “pensieri proibiti”, oggi rappresenta l’ultimo vagone dell’ultimo treno in partenza dalla sua stazione, dopo essere stato scaricato dal Partito democratico e snobbato dai 5 stelle.

Evidentemente, in questi sei anni da sindaco di Corigliano-Rossano, Stasi s’è sopravvalutato assai (e dai più è stato assai sopravvalutato), pensando che la politica possa essere fatta da un uomo solo al comando (altro che sinistra!!!) che può fare a meno dei partiti. Che egli si candidi alle Regionali oppure no, gli consigliamo la lettura de La Repubblica dei partiti del compianto storico Pietro Scoppola. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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