
CORIGLIANO-ROSSANO – Chi scrive ha oramai superato la cinquantina, è notoriamente ed inequivocabilmente uomo di sinistra – d’estrema sinistra – e quando era adolescente indossava la kefiah non solo come “sciarpa”, ma talvolta sul capo, come Yasser Arafat e i capi dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina.
Questo siamo noi, filo-palestinesi da sempre, dichiaratamente anti-ebraici – senza vergogna, anzi! – e, ovviamente, anti-sionisti, anti-israeliani.
Fu difficile militare a sinistra durante i nostri anni universitari a Roma, perché nella città che avevamo scelto per andare a studiare, la sinistra (quella moderata, non quella antagonista) era letteralmente dominata da quell’ebraismo che noi detestavamo.
Infatti, i sindaci di sinistra che ebbe Roma negli anni in cui v’abbiamo vissuto – Francesco Rutelli e Walter Veltroni – furono eletti col determinante contributo, economico prim’ancora che elettorale, degli ebraici. Che sono quelli che nella nostra Capitale detengono il massimo del potere, a cominciare da quello finanziario. Noialtri però, al Portico d’Ottavia, il ghetto ebraico luogo simbolo del loro vittimismo cronico che ha sempre abusato e continua ad abusare dell’aberrante storia del nazi-fascismo, abbiamo sempre preferito altri storici luoghi romani, luoghi libertari, di quella libertà vera che abbiamo sempre auspicato per tutti i popoli del mondo.
Cosa ci può azzeccare (per dirla alla Antonio Di Pietro maniera) il nostro concittadino Rino Gattuso – oggi onorevolmente commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio – col genocidio del popolo palestinese che da anni e anni (non da settimane o mesi) sta mettendo in atto lo Stato d’Israele, qualche cretino di sinistra (per dirla, stavolta, col grande Leonardo Sciascia che certo non era destrorso) ce lo dovrebbe spiegare.
Non ce lo spiegherà nessuno di quelli, o magari, tra quelli, qualcuno proverà a farlo con la solita propaganda, e allora cercheremo di spiegarlo noi quell’insignificante striscione comparso davanti alla dimora cittadina di Rino Gattuso, da sempre noto per la sua estrema sensibilità umana, giammai per il contrario.
L’ultima moda di quella sedicente sinistra ch’è assolutamente inutile ad ogni causa di sinistra – altrimenti avrebbe seguito popolare ed elettorale – purtroppo si chiama “Gaza”. Potevano scegliersi un toy qualsiasi, e invece hanno scelto questo perché è di questo che oggi parla la tivvù…
Non siamo andati a nessuno dei loro tristissimi e noiosissimi convegni, men che meno alla sfilata in riva al mare con in mano la bandiera palestinese, perché sapevamo già chi erano:
sempre i soliti quattro gatti sedicenti di sinistra col costume griffato!
Sapete chi sono?
Gli stessi che hanno perorato la causa della cittadinanza onoraria di Corigliano-Rossano alla senatrice a vita Liliana Segre (la quale non è neanche venuta a prendersela, la cittadinanza!), ebrea scampata al genocidio nazi-fascista, testimone vivente di quel tempo orribile com’è orribile questo, di tempo, a Gaza. Per la Segre, però, quest’ultimo non è genocidio, e chissà se lo è quello del popolo curdo o se lo fu quello degl’indios d’America…
I cretini di sinistra seguono la moda:
quando fa tendenza la Segre agitano la bandiera della Segre, ma quando “tira” Gaza arrivano persino sotto casa del buon Gattuso – sapendo che dopo il 5 a zero rifilato l’altra sera all’Estonia è già nazionalpopolare – pur di farsi l’auto-propaganda…
Noi siamo di sinistra, sì, ma i cretini li evitiamo accuratamente, proprio come ha fatto Gattuso perché «facciamo un altro mestiere».
Stasera c’è Israele-Italia:
Forza Italia! (non equivocate, cretini!). direttore@altrepagine.it