Condannato a 2 anni e otto mesi di carcere nel maxiprocesso “Kossa”, a 4 anni in “Athena” e con una richiesta ad 8 anni in “Gentlemen 2”, è attualmente libero

TREBISACCE – È considerato dai magistrati della Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro guidata dal procuratore Salvatore Curcio come uno dei “prestanome” della famiglia ‘ndranghetista dei Forastefano di Cassano Jonio, con la quale è imparentato.

Perciò, il 38enne Gianfranco Arcidiacono, cassanese residente a Trebisacce, è stato destinatario d’un decreto di confisca dei propri beni emesso dai giudici della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro ed eseguito dai militari del Gruppo investigazioni contro la criminalità organizzata (Gico) di Catanzaro in forza alla guardia di finanza.

A finire nelle mani dello Stato, a Trebisacce, 3 società coi relativi patrimoni aziendali – in particolare, 2 rivendite d’autovetture e una coltivazione d’ortaggi – numerosi autoveicoli, 3 immobili ed alcuni conti correnti, per un ammontare complessivo di circa 630 mila euro.  

Arcidiacono – attualmente libero – è ritenuto dall’Antimafia “soggetto a pericolosità qualificata” ai sensi della normativa antimafia ed era stato proposto dalla Procura Antimafia alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, ma i giudici l’hanno rigettata, come fa sapere il suo difensore, l’avvocato Enzo Belvedere.

Il procuratore antimafia Salvatore Curcio

Le indagini patrimoniali svolte nei suoi confronti hanno evidenziato la sproporzione tra i beni accumulati e i redditi ufficialmente dichiarati, con riguardo alla posizione reddituale del destinatario e dei suoi familiari, l’effettiva disponibilità, la provenienza dei beni e la sproporzione del relativo valore rispetto ai redditi dichiarati e all’attività lavorativa.

I beni confiscati erano già stati sottoposti a sequestro preventivo nel mese di ottobre dell’anno scorso.

Arcidiacono è stato già condannato in secondo grado a 2 anni e otto mesi di reclusione nell’ambito del maxi-processo anti-‘ndrangheta Kossa contro la supercosca facente capo alle famiglie Forastefano e Abbruzzese di Cassano (I NOMI14 condanne confermate), e a 4 anni nel maxi-processo Athena (I NOMI – Tutte le condanne e le assoluzioni), mentre pende nei suoi confronti una terza richiesta di condanna a 8 anni nel maxi-processo Gentlemen 2 (I NOMI – ‘Ndrangheta, droga e armi nella Sibaritide), per la sua ritenuta partecipazione all’associazione mafiosa dei Forastefano e degli Abbruzzese di Cassano Jonio, attiva nell’intera Sibaritide e dedita a numerosi tipi di reati.

Contro il provvedimento di confisca pende già ricorso presso i giudici della Corte d’Appello di Catanzaro, informa l’avvocato difensore di Arcidiacono. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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