
CORIGLIANO-ROSSANO – Oggi è sabato, domani non si va a scuola e noialtri anziché andare a fare una passeggiata sul lungomare abbiamo deciso di scrivere. Scrivere di giornalismo. E farlo intorno a un grande giornalista. Il più (tristemente) famoso del momento:
Sigfrido Ranucci, autore e conduttore di Report, su Raitre.
Che i nemici del suo giornalismo abbiano trasformato in auto-bombe la sua autovettura e quella di sua figlia sotto la loro abitazione di Pomezia in provincia di Roma, oramai lo sapete tutti.
Delle dichiarazioni di “solidarietà” da parte delle massime istituzioni del Paese e del mondo politico urbi et orbi, lo sapete pure. Ed è proprio di quello che vogliamo scrivere, oggi, perché, a conti fatti, forse l’80/90% di quanti hanno espresso “solidarietà” a Ranucci e al suo giornalismo, di Ranucci e del suo giornalismo non sono affatto amici, ma nemici giurati, acerrimi nemici.
Se tra voi c’è qualcuno che crede Ranucci non lo sappia, è un coglione, che per AltrePagine non è sinonimo di “ingenuo”, ma di “coglione”, perché magari non ha mai sentito le recenti pubbliche esternazioni della presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni e del presidente del Senato della Repubblica Ignazio La Russa, riproposte proprio ieri sera da Lilli Gruber su La7 e proprio al cospetto di Ranucci che era ospite in diretta nello studio televisivo.
Mai però ci saremmo aspettati che una pubblica proposta come quella emersa ieri nel dibattito sul giornalismo, arrivasse da uno come Francesco Storace, che nei nostri anni giovanili abbiamo conosciuto come ministro della Repubblica con l’emblematico soprannome di Epurator dal momento che voleva epurare dalla Rai i giornalisti scomodi, e poi come presidente della Regione Lazio:
l’odierno conduttore della trasmissione Il rosso e il nero su Rai Radio 1 ha invitato chiunque abbia querelato Ranucci – sono in tanti ed è tutta gente potente, e prepotente – a ritirare le querele!
Recentemente Ranucci è stato per ben due volte qui a Corigliano-Rossano a presentare il suo ultimo libro, guarda caso proprio sul suo giornalismo scomodo.
Noialtri non abbiamo inteso di partecipare a quei due affollatissimi appuntamenti.
Sapete perché?
Perché detestiamo l’ipocrisia allo stato brado dell’80/90% dei tanti, tantissimi che occupavano quelle poltrone, politicanti e loro galoppini in primis, che poi le platee sostanzialmente erano riempite proprio da quelli.
Crediamo ci fosse la consigliera comunale Liliana Zangaro, oggi “ex” poiché dimessasi lo scorso 31 luglio:
reduce freschissima da una querela nei confronti del nostro giornale andatale davvero malissimo in tribunale (I giudici danno lezioni di giurisprudenza alla Zangaro che aveva querelato AltrePagine), eccola solidarizzare sul suo solito Facebook con Ranucci!

C’era il sindaco Flavio Stasi:
a differenza d’alcuni esponenti della sua “cordata” che hanno querelato AltrePagine (pure ad essi è andata male), lui non l’ha mai fatto, o almeno al momento non ci risulta. Però, una nostra buona fonte ci rivelò che ci avrebbe provato, presentandosi da un notissimo avvocato di Cosenza con in mano una pila di nostri articoli, ma che quel professionista l’avrebbe sconsigliato (basta il pensiero). Ed ecco il gentil pensiero che anch’egli su Facebook dedica a Ranucci:

Nel nostro piccolo, con Ranucci abbiamo in comune un paio di cose:
come la trasmissione Report in Italia, nella Sibaritide crediamo che AltrePagine abbia il record di querele da parte dei politicanti del passato e del presente, di destra, di sinistra e di centro, e anche a noi, poco più di cinque anni fa, mandarono a fuoco l’autovettura sotto casa – nel nostro caso non fu esplosione, ma incendio – dopo altri atti minatori e intimidatori che subimmo in passato e che ciclicamente continuano a ripetersi anche nel presente, come ben sanno le forze dell’ordine e le autorità giudiziarie.
Forse perché noialtri non ci occupiamo dei punti cardinali Nord-Sud-Ovest-Est della Sibaritide o degli auguri di compleanno dei nostri amici e conoscenti, ai quali gli auguri glieli facciamo di persona.
Cos’è la querela d’un politicante di fronte a una notizia che lo riguarda se non una minaccia, un’intimidazione, un attacco, finalizzati a ottenere come risultato che un giornalista intimidito, minacciato, attaccato, non ficchi più il naso nelle loro cose?
Che sono cose d’interesse pubblico, cose che chi querela vorrebbe non si sapessero.
Nel nostro piccolo, a seguito dell’attentato dell’aprile 2020, pure noi ricevemmo tanta, tantissima solidarietà dal mondo politico, oltre che da quello giornalistico anche ai più alti livelli del nostro ordine professionale e del sindacato che ci rappresenta.
Ad alcuni, però, poco più d’un anno dopo, la loro “solidarietà” gliela rispedimmo al mittente:
AltrePagine restituisce la falsa solidarietà agli “scappati di casa”
Ultima nota di questi appunti:
su Ranucci abbiamo apprezzato il silenzio di queste ore del nostro concittadino senatore della Repubblica Ernesto Rapani, anche lui reduce freschissimo da una sconfitta in tribunale a seguito d’una querela al nostro giornale (Rapani (FdI) aveva querelato il Direttore di AltrePagine per diffamazione: assolto):
lui non è la Meloni né La Russa, nel resto dell’Italia lo conoscono in pochissimi e se l’è potuta evitare la sceneggiata… Amen. direttore@altrepagine.it