CATANZARO – Nel 2020 era rimasto imputato in un processo per truffa aggravata ai danni dello Stato perché avrebbe attestato falsamente nella domanda di Reddito di cittadinanza trasmessa all’Istituto nazionale della previdenza sociale

d’essere residente in Italia da almeno dieci anni e gli ultimi due in modo ininterrotto, requisito fondamentale per l’ottenimento del sussidio economico.

Si tratta d’un cittadino di nazionalità straniera residente nel comune di Acquaformosa. 

Il Tribunale di Castrovillari, nel processo con rito abbreviato, l’aveva condannato a 1 anno di carcere e 400 euro di multa.

I giudici della Corte d’Appello di Catanzaro, però, l’hanno assolto con la formula più ampia:

«Perché il fatto non sussiste».

Lo straniero è stato difeso in entrambi i gradi di giudizio dall’avvocato Gennaro Capparelli. redazione@altrepagine.it

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