
CORIGLIANO-ROSSANO – Una nuova ordinanza di custodia cautelare applicativa della misura in carcere è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari su richiesta dei magistrati della Procura nei confronti del 35enne rossanese di Corigliano-Rossano Giovanni De Luca (foto).
L’accusa è di porto illegale d’arma da fuoco, relativa a una pistola mai ritrovata e servita a De Luca per compiere il tentato omicidio di cui è accusato.
Il provvedimento è stato eseguito dai poliziotti del Commissariato di Corigliano-Rossano venerdì scorso nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto, dove il giovane è recluso sin dallo scorso 22 luglio. E rappresenta l’epilogo d’una complessa e articolata attività investigativa avviata a seguito della sparatoria verificatasi nel pomeriggio del 21 luglio sul lungomare rossanese di Sant’Angelo nei pressi del lido “Baffo Bianco”.

Il Commissariato di polizia cittadino: le indagini furono condotte unitamente ai carabinieri
LEGGI ANCHE:
OMBRE DI ‘NDRANGHETA: Giovanni De Luca nipote di boss tra passato e presente
Le indagini hanno portato all’identificazione di De Luca quale autore della sparatoria, mentre altri due suoi complici – Gianluca Pacenza di 31 anni e Giuseppe Pio Pacenza di 19, zio e nipote – sono accusati d’una rapina compiuta in concorso nel parcheggio dell’Acquapark rossanese della Zolfara, prima del tentato omicidio del 49enne Giovanni Scigliano di Mirto Crosia al “Baffo bianco”.
Il terzetto era stato rintracciato da polizia e carabinieri il giorno dopo in Sicilia ed era finito dritto in carcere. direttore@altrepagine.it