CUNEO – Il 45enne boss di ‘ndrangheta della Sibaritide, Nicola Abbruzzese detto Semiasse, di Cassano Jonio (foto), per protesta ha deciso di rinunciare al proprio ricorso pendente presso il Tribunale del riesame di Catanzaro contro l’ultima ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere nei suoi confronti che lo individua come uno dei due mandanti dell’omicidio del 50enne di Sibari Giuseppe Gaetani, ammazzato a colpi di pistola il 2 dicembre del 2020 davanti alla sua abitazione.

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Semiasse, che è da tempo detenuto al regime del “carcere duro” del 41-bis nel penitenziario di massima sicurezza di Cuneo, nel corso dell’udienza d’un altro processo in cui è imputato, in video-collegamento con l’aula del tribunale che lo sta giudicando ha comunicato ai giudici questa sua intenzione, affermando che la direzione del carcere non gli avrebbe consentito d’interloquire coi suoi difensori, gli avvocati Giorgia Greco e Roberta Provenzano, prima dell’udienza di riesame in merito all’accusa sull’omicidio Gaetani.

L’indagato ha in pratica denunciato una grave lesione del proprio diritto di difesa.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Nicola Abbruzzese s’era professato innocente, accusando il killer reo confesso di Gaetani, il 47enne “pentito” Gianluca Maestri di Cosenza, che lo accusa d’averlo “ingaggiato” per compiere il fatto di sangue di quasi cinque anni fa, d’aver detto bugie sul suo conto. Semiasse, dunque, affronterà il processo che si celebrerà prossimamente davanti ai giudici della Corte d’Assise di Cosenza. direttore@altrepagine.it 

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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