ROMA – Otto anni di carcere, interdizione perpetua dai pubblici uffici, pagamento delle spese processuali e risarcimento di 10 mila euro nei confronti di una delle vittime.

Diventa definitiva la condanna di Francesco Abbruzzese detto Cicciotto, 28 anni (foto), rampollo dell’omonima famiglia ‘ndranghetista degli zingari di Cassano Jonio, riconosciuto colpevole di tentato omicidio aggravato dall’odio razziale per l’aggressione a tre giovani d’origine africana.

La Sesta sezione penale della suprema Corte di Cassazione, infatti, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dagli avvocati difensori dell’imputato, confermando così la sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro del novembre dell’anno scorso, che a sua volta confermava quella del giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Castrovillari pronunciata a seguito del processo con rito abbreviato a marzo.

Cicciotto era imputato, assieme ad altri, per il tentato omicidio di due dei tre ragazzi africani, vittime d’un pestaggio a sangue e a colpi di spranga la sera del 19 giugno del 2023 nel centro di Cassano Jonio.

Cicciotto, secondo la ricostruzione dei fatti effettuata dai carabinieri della Compagnia cassanese, era a bordo d’una delle autovetture della “spedizione punitiva” e avrebbe partecipato attivamente all’assalto, brandendo una spranga e insultando le vittime con frasi di stampo razzista.

Le stesse parole – «neri, figli di puttana, dovete andare via di qui» – sono state richiamate anche dalla Cassazione come prova del movente discriminatorio.

Particolarmente rilevante, infatti, è il passaggio della sentenza dei supremi giudici dell’ordinamento italiano che conferma l’applicazione dell’aggravante relativa alla matrice razzista dell’aggressione:

Secondo gli “ermellini” le frasi pronunciate da Abbruzzese e dai suoi complici sono «espressione di un chiaro sentimento di disprezzo razziale», a prescindere dalle ragioni contingenti della rissa.

Richiamando precedenti decisioni, la Cassazione ribadisce che l’aggravante si applica anche quando il linguaggio o le modalità dell’azione «riflettano un pregiudizio manifesto di inferiorità razziale».

Il 10 febbraio di quest’anno, Cicciotto è stato condannato in primo grado ad altri 9 anni e due mesi di carcere nell’ambito del maxi-processo anti-‘ndrangheta Athena. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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