di Lucia Tramontana

CORIGLIANO-ROSSANO – Non c’è Palestina, non c’è Israele, non c’è guerra in Ucraina che possa reggere il confronto col consigliere comunale di Corigliano-Rossano Francesco Marino Scarcella o Scarcella Francesco Marino, se lo preferite così.

Della giunta che formerà il confermato presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto non ce ne importa una sega:

a noi interessa solo lui, perché le giunte regionali vengono e vanno, ma un Marino è per sempre, come diceva la pubblicità dei bastoncini Findus.

Perché Marino non è un semplice amministratore pubblico:

è un fenomeno della natura e un prodigio dell’efficienza.

Come l’arrotino che passa tutti i dì, compresi i festivi (ma anche a Natale e a Santo Stefano, a Pasqua e a Pasquetta), lui, col suo lavoro subito e immediato riesce ad aggiustare strade, coprire voragini, fa piovere quando c’è siccità e fa smettere quando piove troppo (altro che cucine a gassi, ombrelli, forbici, forbicine e coltelli da prosciutto).

Lui porta il fresco d’estate quando il climatizzatore si rompe e si trasforma in pellet d’inverno per scaldare i cuori e le case.

Dà il pane agli affamati e la salute agli ammalati.

Perciò, noi proponiamo di intitolare il Castello ducale di Corigliano-Rossano all’Arciduca Francesco Marino Scarcella, così da domani quel castello lì sarà un Castello arciducale, tie’!

Intitolarglielo è un dovere civico ed è cosa buona e giusta, come dice il sindaco Flavio Staso alla domenica quando nella Cattedrale di Rossano-Corigliano fa il chierichetto all’Arcivescovo Aloise durante la solenne liturgia.

E che Tramonti pure il sole, purché resti scritto:

“A lui, che tutto può”.

Perché, in fondo, ci sono tramonti e Tramonti, di tramonti ce ne sono tanti o forse ce n’è uno solo:

Tramonti che ammirano, Tramonti che commentano, Tramonti che lodano sempre e solo lui, il consigliere che fa risplendere pure i Tramonti! l.ramontana@altrepagine.it

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