Un sistema truffaldino oleato e collaudato. E un regista insospettabile, dipendente del patronato d’un sindacato i cui responsabili non ne sapevano nulla. L’uomo del caso è un 52enne di Acri, che riusciva a far ottenere ai tanti che a lui si rivolgevano per le “pratiche”, indennità previdenziali ed assistenziali erogate dall’Istituto nazionale della previdenza sociale, in particolare invalidità civili, assegni d’accompagnamento e riconoscimenti dello stato d’invalidità (legge 104), addirittura per via giudiziaria truffando giudici di tribunale e consulenti tecnici d’ufficio da essi nominati per le cause intentate da privati contro l’Inps.

L’uomo oggi è finito agli arresti domiciliari su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cosenza, dietro richiesta dei magistrati della Procura cosentina.

Le indagini “sul campo” sono state condotte dai carabinieri del Comando provinciale, che hanno avuto l’input dalla Procura cosentina dopo che i giudici della Sezione Lavoro e previdenza avevano segnalato alcuni ricorsi contro l’Inps “sospetti” e la ripetitività delle patologie ivi riportate e documentate.

Il “sistema” ha così prodotto una mole di false perizie, coi consulenti medici nominati dai giudici indotti in errore sulla base di documentazioni mediche artefatte, ma, in alcuni casi, il perito giurato di turno s’è accorto delle anomalie presenti nella documentazione medica e ha segnalato tutto e subito alla Procura.

Tra i reati contestati all’artefice del meccanismo perverso, il più grave è quello di frode processuale.

Assieme a lui risultano indagate a piede libero oltre cento persone residenti in comuni dell’intera provincia di Cosenza:

44 i casi accertati di soggetti che hanno riscosso le indennità non dovute.

Un “affare” da oltre 1 milione e mezzo di euro in tre anni:

a tanto ammontano i sequestri preventivi d’urgenza disposti dal gip cosentino nei confronti dei beneficiari indagati.

All’indagato principale è stato sequestrato un mucchio di soldi in contanti a seguito dell’apposita perquisizione.

Le indagini effettuate dai carabinieri presso le strutture sanitarie dov’erano stati certificati visite specialistiche ed esami clinici, hanno rilevato l’inesistenza tanto delle visite mediche quanto dei referti allegati ai ricorsi presentati in Tribunale contro l’Inps. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 25 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.

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