
CATANZARO – Il verdetto pronunciato venerdì scorso dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro, Fabiana Giacchetti, a conclusione del primo grado del maxi-processo Gentlemen 2 celebrato col rito abbreviato, è stato foriero di ben 11 condanne a pene anche pesantissime (leggi QUI) dei ritenuti appartenenti ad un’associazione di stampo ‘ndranghetista attiva ed operante tra Cassano Jonio e il territorio coriglianese di Corigliano-Rossano, composta da notissimi e pluripregiudicati boss, ma anche da persone “insospettabili”, almeno fino ai loro arresti.
Un’associazione dedita al traffico internazionale e intercontinentale di droga e armi, con destinazioni finali non solo Cassano e Corigliano, ma l’intero vasto territorio della Sibaritide.
Condanne assai pesanti, ma anche diverse assoluzioni, 7 complessivamente, alcune riguardanti personaggi molto “eccellenti” quanto ai loro pregressi curricula criminali.
Vediamo.
L’assoluzione che risalta più di tutte le altre è quella del ritenuto “reggente” della famiglia di ‘ndrangheta cassanese degli Abbruzzese, vale a dire il 46enne Nicola Abbruzzese detto Semiasse, da alcuni anni detenuto in regime di “carcere duro” al 41-bis in quel di Cuneo. Difeso dagli avvocati Rossana Cribari e Roberta Provenzano, per lui la pubblica accusa rappresentata dal pubblico ministero della Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro, Stefania Paparazzo, aveva richiesto la condanna alla pena di 16 anni e otto mesi di carcere.
Semiasse, già condannato per associazione mafiosa ed altro negli anni passati, più di recente ha incassato una condanna in primo grado a 20 anni di carcere nell’ambito del maxiprocesso Athena, una in secondo grado a 3 anni nell’ambito del maxiprocesso Kossa, è indagato nell’ambito del procedimento Last bird e come presunto mandante dell’omicidio del 50enne di Sibari Giuseppe Gaetani ammazzato nel dicembre del 2020.

Nicola Abbruzzese “Semiasse”
Altra assoluzione “eccellente” è quella del 42enne cassanese Francesco Faillace, difeso dagli avvocati Enzo Belvedere e Leone Fonte, per il quale il pm aveva sollecitato la condanna alla pena di 10 anni e quattro mesi.

Francesco Faillace
Faillace, condannato in primo grado a 7 anni nell’ambito del maxiprocesso Athena, è anche accusato quale presunto killer del 57enne pregiudicato cassanese Maurizio Scorza detto ‘U cacagliu e della moglie 38enne tunisina Hedhli Hanene detta Elena ammazzati nelle campagne tra Cassano e Castrovillari ad aprile del 2022, ma i giudizi di natura cautelare gli hanno restituito la libertà e adesso si trova in una cittadina della Spagna, a Benidorm, sulla Costa Blanca, dove ha aperto una pizzeria.

L’avvocato Enzo Belvedere
A fronte d’una richiesta di condanna a 8 anni di carcere da parte del pm Paparazzo, Gentlemen 2 ha visto assolto pure il 38enne di Trebisacce Gianfranco Arcidiacono, imparentato con la famiglia ‘ndranghetista cassanese dei Forastefano di cui è stato un “prestanome”, tant’è che poco più d’un mese fa la magistratura antimafia gli ha confiscato un patrimonio da 630 mila euro.
Arcidiacono, difeso dall’avvocato Marco Rosa, è stato già condannato in secondo grado a 2 anni e otto mesi di carcere nell’ambito del maxi-processo Kossa e a 4 anni in primo grado nel maxi-processo Athena, ma attualmente è libero.
Delle assoluzioni del 56enne originario di Campana e residente in Germania Rosario Giovanni Fuoco detto Schmitt e del 34enne Alessandro Forastefano fratello del boss Pasquale Forastefano detto L’animale e detenuto al 41-bis in quel di Novara che nello stesso maxiprocesso Gentlemen 2 ha incassato un’altra condanna a 20 anni di carcere, ne abbiamo già ampiamente scritto domenica (leggi QUI).
A fronte della richiesta di condanna formulata dalla pubblica accusa alla severa pena di 6 anni e otto mesi di carcere, è uscito assolto pure il 41enne noto commerciante coriglianese Giuseppe Andrea Mangano (nella foto d’apertura), difeso dall’avvocato Francesco Paolo Oranges.

L’avvocato Francesco Paolo Oranges
Assolto, infine, il 42enne coriglianese Salvatore Brandi, difeso dall’avvocato Domenico Rotondo, nei confronti del quale da parte del pm Paparazzo era stata sollecitata la condanna alla pena di 2 anni e otto mesi di carcere. direttore@altrepagine.it